TBC: integrazione vitamina D nei bambini non riduce il rischio

Un recente studio condotto su più di 5.000 bambini ha concluso che l’integrazione della vitamina D non riduce il rischio di contrarre la TBC latente in questi piccoli pazienti che presentano un deficit della vitamina.

La TBC viene tipicamente acquisita nell’infanzia, per quanto la riattivazione spesso intervenga in età adulta. I bambini in età scolare con deficit di vitamina D tendono ad essere maggiormente suscettibili all’infezione latente, e la vitamina sembra potenziare l’immunità nei confronti delle infezioni microbatteriche nei soggetti a contatto con qualcuno che abbia la TBC.

All’interno del presente studio, condotto da Daavasambuu Gamaa della Harvard T.H.Chen School of Public Health, non sono state riscontrate tuttavia differenze significative fra i bambini che hanno assunto l’integratore e quelli di controllo in termini di diagnosi di TBC e di ricoveri per il trattamento di infezioni respiratorie acute, ed anche se l’integrazione non ha comportato effetti collaterali gravi, essa non si è dunque dimostrata in grado di svolgere un significativo ruolo protettivo nei confronti della malattia. 

Fonte: New Engl J Med online 2020

IT-NON-02730-W-07/2022