Tecnica di imaging specifica ed efficace per i linfomi cerebrali a cellule B

La tomografia a emissione di positroni (PET) con 68Ga-pentixafor è uno strumento diagnostico efficace per il linfoma cerebrale a cellule B secondo uno studio proof-of-concept pubblicato dalla rivista The Journal of Nuclear Medicine.

Mirando al biomarcatore CXCR4 coinvolto nella crescita, sopravvivenza e diffusione del linfoma aggressivo a cellule B, l’imaging con 68Ga-pentixafor mostra eccellenti caratteristiche di contrasto tra lesioni del linfoma e tessuto cerebrale sano circostante e può essere adatto per la stratificazione del rischio e la valutazione della risposta.

“Il linfoma cerebrale a cellule B è un tumore maligno raro che presenta diverse sfide cliniche, tra cui diagnosi, stratificazione del rischio e ottimizzazione del trattamento”, commenta Ulrich Keller, capo del dipartimento di ematologia, oncologia e immunologia dei tumori presso l’Universtitätsmedizin Berlin, in Germania.

“La risonanza magnetica (MRI) è l’attuale tecnologia di imaging standard per questa malattia e, sebbene fornisca un’elevata sensibilità, offre una specificità moderata. Occorrono quindi nuove strategie di imaging molecolare e funzionale per questa popolazione di pazienti”.

Undici pazienti in totale sono stati sottoposti a imaging con PET 68Ga-pentixafor.

La PET 68Ga-pentixafor ha mostrato un eccellente contrasto con il parenchima cerebrale circostante in tutti i pazienti con malattia attiva. Inoltre, l’assorbimento iniziale di CXCR4 determinato dalla PET era correlato con la successiva risposta al trattamento valutata mediante MRI.

“Questo è significativo poiché l’imaging PET con 68Ga-pentixafor potrebbe non solo facilitare il work-up diagnostico e la valutazione della risposta, ma anche servire come biomarcatore per la selezione di pazienti con una prognosi infausta che potrebbero trarne beneficio da opzioni di trattamento più intense”, osserva Peter Herhaus, emato-oncologo nel dipartimento di medicina interna III presso la Facoltà di Medicina della Technische Universität München, Germania.

“La teranostica mirata a CXCR4 sposta quindi la medicina nucleare sulla strada giusta verso una medicina molecolare basata sui biomarcatori”.


Fonte: The Journal of Nuclear Medicine

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