Telemedicina intedisciplinare per epatite C e abuso di oppioidi

L’Hcv e l’epidemia di oppioidi interessano in modo sproporzionato la regione degli Appalachi. Alcune barriere sia geografiche che economiche prevengono l’accesso all’assistenza specialistica, e sono necessari interventi per contrastare questi problemi nella suddetta regione.

E’ stato sviluppato un modello innovativo e collaborativo di telemedicina basato su indirizzamenti bidirezionali da parte e verso programmi esaustivi di riduzione dei danni (CHR) e terapie oppioidi ambulatoriali (OBOT), che comprendeva anche lo sviluppo di forza lavoro mediante addestramento di medici locali nella gestione dell’Hcv.

Il modello di addestramento dei medici si è spostato da un modello di autonomia graduata con la supervisione diretta di uno specialista verso un workshop della durata di un giorno, con percorsi paralleli per medici e staff di supporto seguiti da conferenze mensili per la revisione di casistiche.

Per quanto riguarda la componente di telemedicina, sono state indirizzate all’assistenza 123 persone, di cui il 62% si è rivolto a siti partner OBOT o CHR, l’84% è stato realmente visitato ed il 76% ha completato il ciclo di trattamento, mentre il 50% ha ottenuto la risposta virologica prolungata.

I tassi di risposta virologica prolungata non differivano in base alla ricezione del trattamento e all’eventuale abuso di oppioidi. I medici hanno dimostrato una preferenza per i workshop di addestramento con presenza di persona, per quanto siano necessarie ulteriori indagini per accertare come mai soltanto una minoranza dei medici addestrati abbia iniziato a trattare l’Hcv in modo indipendente.

La natura interdisciplinare del programma proposto ha portato ad un trattamento efficiente dell’epatite C in una popolazione del mondo reale, dato che la maggiori parte dei pazienti è stata indirizzata a programmi CHR o OBOT.

Fonte: J Infect Dis 2020

IT-NON-02783-W-09/2020