Terapia antimicrobica nell’ulcera perforata: le prove non la supportano

Nei pazienti critici con ulcera peptica perforata, la somministrazione di una terapia antimicotica, indipendentemente dall’intervento chirurgico, non è associata a un miglioramento degli esiti clinici, secondo uno studio pubblicato su Surgical Infections.

“Non è ben chiaro se l’aggiunta di una terapia antimicotica nel trattamento delle ulcere peptiche perforate porti a risultati migliori. Abbiamo ipotizzato che una terapia antimicotica empirica sia associata a migliori esiti clinici nei pazienti critici con questa patologia, e abbiamo studiato la situazione” spiega Majid Chammas, della University of Miami, che ha diretto il gruppo di lavoro.

I ricercatori hanno utilizzato i dati provenienti dal Medical Information Mart for Intensive Care (MIMIC-III) relativi al periodo 2001-2012 per pazienti con ulcera peptica perforata, e i soggetti inclusi nello studio sono stati divisi in due gruppi in base al fatto che avessero ricevuto o meno la terapia antimicotica.

Alla fine sono stati inclusi 89 pazienti con ulcera peptica perforata, di cui 52 (58%) avevano ricevuto una terapia antimicotica empirica. In base alla regressione logistica controllata, il fatto di ricevere una terapia antimicotica non è stato associato a probabilità più elevate di un miglioramento di un esito clinico composito che comprendeva il fatto di essere vivo, non ricoverato in ospedale e senza infezioni a 30 giorni.

“Saranno necessari studi randomizzati e controllati per confermare o confutare la causalità che in questo studio non è stato possibile provare” concludono gli autori.

Fonte: Surg Infect (Larchmt)

IT-NON-06301-W-01/2024