Terapia cognitivo comportamentale via Internet può migliorare i sintomi nella dermatite atopica

Secondo uno studio pubblicato su JAMA Dermatology, i pazienti con dermatite atopica trattati con una terapia cognitivo comportamentale (CBT) offerta attraverso Internet hanno avuto una significativa riduzione dei sintomi.


“La dermatite atopica è il disturbo dermatologico infiammatorio più comune, che colpisce fino al 10% della popolazione generale. I pazienti con dermatite atopica soffrono di prurito intenso e infiammazione cronica e spesso presentano numerosi esiti negativi sulla salute, tra cui depressione e ansia, suicidio e problemi cardiovascolari” spiega Erik Hedman-Lagerlöf, del Karolinska Institutet di Stoccolma, primo nome del lavoro.


I ricercatori hanno studiato 102 adulti con dermatite atopica che sono stati randomizzati a ricevere terapia cognitivo comportamentale basata sull’esposizione offerta tramite Internet e cure standard per la dermatite atopica, o solo cure standard per 12 settimane. I risultati dell’intervento sono stati controllati non appena applicata la terapia e poi a sei e 12 mesi.


Le persone incluse nel gruppo di trattamento cognitivo comportamentale hanno avuto una significativa riduzione dei sintomi di dermatite atopica rispetto al gruppo di controllo dopo il trattamento.


“La dimensione dell’effetto di base a 12 mesi all’interno del gruppo era ampia, indicando che il trattamento ha portato a un miglioramento stabile a lungo termine” affermano gli esperti. Nel gruppo CBT sono state registrate anche significative riduzioni dell’intensità del prurito, dello stress percepito, dei problemi di sonno e della depressione.


“La terapia cognitivo comportamentale basata sull’esposizione offerta tramite Internet può essere fattibile, accettabile ed efficace nel trattamento della dermatite atopica negli adulti. Questo trattamento può produrre miglioramenti sostanziali in sintomi, stress percepito, problemi di sonno e sintomi depressivi, richiedendo comunque risorse terapeutiche minime” concludono gli autori.


Fonte: JAMA Dermatology 2021

IT-NON-04792-W-05/2023