Timectomia minimamente invasiva: un’opzione efficace rispetto alla chirurgia in aperto

Secondo uno studio pubblicato sull’European Journal of Cardio-Thoracic Surgery, la timectomia minimamente invasiva non ha mostrato differenze significative negli esiti a breve termine e nella sopravvivenza globale per il carcinoma timico in stadio I-III rispetto alla timectomia a cielo aperto.

“L’efficacia della timectomia minimamente invasiva per il carcinoma del timo dal punto di vista oncologico non è ben caratterizzata” spiega Jacob Hurd, del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School, Boston, autore principale dello studio.

I ricercatori, per meglio comprendere il quadro della situazione, hanno confrontato la sopravvivenza globale e gli esiti a breve termine tra l’approccio chirurgico aperto e quelli minimamente invasivi (toracoscopici e robotici video-assistiti) sfruttando i dati del National Cancer Database per pazienti con carcinoma timico di stadio I-III di Masaoka dal 2010 al 2015.

Delle 216 timectomie valutate, 43 (20%) sono state eseguite con tecniche minimamente invasive (22 toracoscopiche video-assistite e 21 robotiche). L’approccio minimamente invasivo è stato associato a una durata mediana della degenza più breve rispetto all’approccio a cielo aperto (tre giorni rispetto a cinque). Nell’analisi abbinata al punteggio di propensione di 30 timectomie in aperto e 30 minimamente invasive, il gruppo con gestione minimamente invasiva non differiva significativamente nella durata mediana della degenza (tre giorni rispetto a 4,5), riammissione a 30 giorni, mortalità a 30 giorni, mortalità a 90 giorni, positività al margine e sopravvivenza a cinque anni rispetto al gruppo gestito con chirurgia a cielo aperto.

Fonte: Eur J Cardiothorac Surg. 2022 Mar 8;ezac159. doi: 10.1093/ejcts/ezac159

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