Trapianto di rene pediatrico: sopravvivenza in miglioramento

La sopravvivenza a seguito di un trapianto di rene durante l’infanzia o l’adolescenza è migliorata in modo sostanziale nell’ultimo decennio, come emerge da un’analisi dei dati del registro AZDATA.

Il trapianto è preferibile rispetto alla dialisi per il trattamento delle nefropate terminali, ma rimane associato a morbidità e mortalità significative.

La mortalità fra i pazienti peditatrici nefrotrapiantati è migliorata negli ultimi anni, ma era rimasto sinora poco chiaro se fosse cambiata anche la mortalità causa-specifica.

Attualmente i principali fattori collegati ai decessi in questi pazienti sono le cause cardiovascolari, seguite da infezioni, tumori ed altri elementi.

Secondo l’autrice dello studio Anna Francis del Queensland Children’s Hospital di South Brisbane, nonostante i sostanziali miglioramenti nella mortalità emersi nell’indagine, la perdita di un rene trapiantato, un’età molto giovanile all’atto del trapianto e la provenienza del rene trapiantato da un donatore deceduto rimangono importanti fattori di rischio di mortalità.

I futuri indirizzi per la ricerca comprendono studi collaborativi sui registri disponibili atti ad esaminare i cambiamenti nella mortalità causa-specifica da un punto di vista globale. 

Fonte: J Am Soc Nephrol online 2020