Trauma cranico: biomarcatori aprono la strada al test ematico

Un nuovo studio ha identificato almeno due biomarcatori ematici che potrebbero essere impiegati per diagnosticare il trauma cranico. Al momento il trauma cranico viene diagnosticato a livello clinico mediante i segni osservati e i sintomi soggettivi autoriportati.

Il problema consiste nella carenza di marcatori obiettivi di concussione, come affermato da Michael McCrea del Medical College of Winsconsin di Milwaukee, autore dello studio che è stato condotto su 64 soggetti.

Combinando sintomi clinici soggettivi e marcatori fisiologici oggettivi si potrebbe ottenere la massima capacità predittiva.

Il presente studio rappresenta il più ampio mai condotto sui biomarcatori nel trauma di natura sportiva e i suoi risultati rappresentano un grande passo avanti nello sviluppo di un test ematico per la concussione, anche se di per sé non sono sufficienti a creare un test pronto per l’impiego clinico su vasta scala, date le risorse che ciò richiederebbe.

Un eventuale test ematico futuro per il trauma cranico probabilmente includerebbe vari biomarcatori diversi.

Sinora ne sono stati identificati due, ma ne servirebbero altri, possibilmente da altre aree dei meccanismi di danno cerebrale. Nell’ultimo decennio sono emersi diversi biomarcatori candidati per i traumi cerebrali.

Quello sportivo rappresenta la forma più sottile e lieve di trauma cerebrale e di conseguenza la loro diagnosi è spesso difficile per via della necessità di affidarsi a sintomi autoriportati non specifici per i traumi cerebrali.

Il presente studio è uno dei molti condotti come parte del CARE Consortium, un’iniziativa su vasta scala finanziata dal dipartimento della difesa USA e dal NCAA allo scopo di ottenere ulteriori conoscenze su concussione e sua ripresa in soldati e atleti.

Ciò comprende anche la comprensione degli effetti dei sintomi della concussione, come cefalee e deficit cognitivi, e la durata della loro risoluzione, nonché la nuova frontiera degli effetti sulla struttura e sulla funzionalità cerebrale e del decorso cronologico del danno neurobiologico. 

Fonte: JAMA Netw Open online 2020