Traumi precoci connessi a maggior rischio cardiovascolare negli infartuati

Gli adulti giovani e di mezza età con anamnesi di infarto miocardico potrebbero andare incontro ad un maggior rischio di esiti cardiovascolari negativi in presenza di una storia di traumi nelle prime fasi della vita, come emerge da uno studio che ha preso in esame 300 pazienti.

Per quanto molti studi precedenti abbiano connesso i traumi nelle prime fasi della vita con un incremento del rischio di patologie cardiovascolari, è rimasto sinora meno chiaro se l’esposizione ai traumi sia un fattore di rischio di esiti negativi nei soggetti coronaropatici e nei pazienti con una recente anamnesi di infarto, come affermato dall’autrice Viola Vaccarino della Emory University di Atlanta.

Il presente studio ha riscontrato che l’esposizione ad avversità nelle prime fasi della vita è altamente prevalente nella popolazione post-infartuata, specialmente nelle categorie di età giovanile o media con elevate concentrazioni di donne e nelle popolazioni svantaggiate.

Coloro che riportano questi fattori espositivi presentano un rischio sostanzialmente incrementato di eventi cardiaci ricorrenti e mortalità. Nonostante le limitazioni, lo studio ha dimostrato che i sopravvissuti ad un infarto con traumi precoci potrebbero comunque essere a maggior rischio di susseguenti eventi cardiovascolari anche tenendo conto di fattori di rischio classici, salute mentale ed infiammazione sistemica.

I soggetti con anamnesi di infarto vengono spesso già considerati ad alto rischio di futuri eventi cardiovascolari, ma a parte i classici fattori di rischio come il colesterolo elevato ed il fumo, i medici potrebbero anche dover prestare attenzione ad eventuali segni di problemi mentali come la depressione e all’infiammazione cronica.

Fonte: JAMA Cardiol online 2020

IT-NON-03476-W-12/2022