Tumori: -6% mortalità seno dal 2015, test genomici evitano chemio inutili

Prevedono rischio ricaduta – Cognetti (Fondazione Insieme contro il cancro), ‘importante presidio anche contro Covid’


Le morti per tumore al seno “diminuiscono in modo sostanziale in Italia. Dal 2015 a oggi, si stima una riduzione dei decessi superiore al 6% (-6,4%) per la neoplasia più frequente nel nostro Paese (54.976 casi nel 2020). Un risultato molto importante, ottenuto grazie ai programmi di screening, che consentono di individuare la malattia in fase iniziale, e a terapie sempre più efficaci”. Lo ha evidenziato la Fondazione Insieme contro il cancro durante una conferenza stampa online sul tema dei test genomici. “In alcune tipologie di pazienti colpite da cancro del seno – precisa – i test genomici consentono di prevedere il rischio di recidiva e, quindi, di escludere la chemioterapia in aggiunta all’ormonoterapia dopo l’intervento chirurgico, evitando inutili tossicità”.

I test genomici “possono costituire anche un’arma in più nella lotta alla pandemia”, rimarca la Fondazione. Per questo oncologi e pazienti chiedono che “sia subito approvato il decreto attuativo che può sboccare i 20 milioni di euro stanziati dalla legge di Bilancio per l’applicazione gratuita dei test genomici su tutto il territorio”. 

“La chemioterapia aumenta la probabilità di contrarre il Covid-19 e ne incrementa la letalità, attraverso una diminuzione delle difese immunitarie – ha sottolineato Francesco Cognetti, presidente Fondazione Insieme contro il cancro e direttore Oncologia medica Regina Elena di Roma – Pertanto, gli strumenti che consentono di evitare trattamenti aggressivi non necessari sono un importante presidio anche contro la pandemia”. 

Cognetti, ‘sbloccare 20 mln per rimborso diretto spese sostenute da ospedali per acquistarli’

“Lo scorso dicembre – ha ricordato Cognetti – la Commissione Bilancio della Camera dei deputati ha approvato un emendamento al disegno di legge di Bilancio, istituendo un fondo di 20 milioni di euro per il rimborso diretto delle spese sostenute dagli ospedali per l’acquisto dei test genomici nelle donne con carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce. Il provvedimento è stato inserito nella legge di Bilancio 2021. Si tratta di un risultato molto importante a favore delle donne colpite dalla malattia e ringraziamo il Governo e il Parlamento per l’impegno nell’approvazione della norma. E’ necessario un decreto attuativo da parte del ministero della Salute per sbloccare i 20 milioni di euro del fondo. Garantire subito l’accesso ai test genomici su tutto il territorio è una battaglia di civiltà”. 

“L’introduzione dei test genomici nel percorso clinico delle donne colpite da carcinoma mammario rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni, pazienti e comunità scientifica, costituendo un modello di terapia personalizzata economicamente sostenibile e integrato con i percorsi diagnostico-terapeutici tradizionali – ha dichiarato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute – E’ importante che queste pazienti possano avere subito accesso alle analisi molecolari. Inoltre, in questa fase di emergenza sanitaria, l’utilizzo dei test può evitare a pazienti, per le quali risulta inappropriata la chemioterapia, di abbassare le proprie difese immunitarie e di esporsi a ulteriori rischi di contagio da Covid-19, alleggerendo il carico per gli ospedali già sottoposti a forte stress organizzativo”. 

Questi esami sono raccomandati dalle linee guida dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dalle più importanti linee guida internazionali, come quelle della Società europea di oncologia medica (Esmo), della Società americana di oncologia clinica (Asco), del National Comprehensive Cancer Network (Nccn) e della St. Gallen International Breast Cancer Conference.

Fonte: Adnkronos Salute

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