Tumori: Aiom, ‘causa Covid -2 mln di screening nei primi 9 mesi 2020’

Beretta, ‘se continua così rischio concreto di più casi avanzati, aumento mortalità e spese sanitarie’

Nei primi 9 mesi del 2020 sono stati eseguiti oltre 2 milioni (2.118.973) di esami di screening oncologici in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Ritardi che si stanno accumulando e che si traducono in una netta riduzione non solo delle nuove diagnosi di tumore del seno (-2.793) e del colon-retto (-1.168), ma anche di lesioni che possono essere una spia di cancro colorettale (oltre 6.600 adenomi avanzati del colon-retto non individuati) o di tumore della cervice uterina (2.383 lesioni Cin 2 o più gravi non diagnosticate). Questo l”effetto Covid’ fotografato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in occasione della Giornata mondiale contro il cancro.

Il presidente nazionale Aiom, Giordano Beretta, lancia l’allarme: “Se la situazione si prolunga, diventa concreto il rischio di un maggior numero di diagnosi di cancro in fase avanzata, con conseguente peggioramento della prognosi, aumento della mortalità e delle spese per le cure”, avverte l’esperto, responsabile Oncologia medica Humanitas Gavazzeni Bergamo, durante il convegno nazionale sullo ‘Stato dell’oncologia in Italia’, organizzato oggi dalla società scientifica in forma virtuale per il World Cancer Day. Lo slogan dell’evento globale per il triennio 2019-2021 è ‘I am and I will’, ricorda l’Aiom, per evidenziare l’impegno di ognuno nella lotta contro la malattia, con particolare attenzione proprio alla prevenzione e agli screening. 

“Il ritardo diagnostico accumulato si sta allungando ed è pari a 4,7 mesi per le lesioni colorettali, a 4,4 mesi per quelle della cervice uterina e a 3,9 mesi per carcinomi mammari – dettaglia Beretta – Sono le conseguenze indirette della pandemia. Queste latenze e le relative lesioni non individuate dipendono sia dal minor numero di persone invitate” ai controlli, “che dalla minore adesione da parte della popolazione durante la pandemia, per timore del contagio”. 

‘Dedicare risorse Recovery Fund per potenziare prevenzione e assistenza domiciliare’

“L’utilizzo dei dispositivi di protezione, l’intensificazione delle procedure di sanificazione e la necessità di mantenere il distanziamento fisico anche nelle sale di attesa – analizza l’oncologo – hanno dilatato il tempo necessario tra un esame di screening e l’altro, con conseguente riduzione del numero di sedute disponibili. Inoltre, in diversi contesti, già in epoca pre-Covid il personale allocato ai programmi di prevenzione secondaria era appena sufficiente a svolgere l’attività di base. E in alcune Regioni il personale, che durante la prima ondata del virus era stato riconvertito a supporto dell’emergenza, non è stato ancora completamente riallocato allo screening, di fatto minando la capacità di ripresa dei programmi”.

“Chiediamo da un lato – spiega Beretta – che sia mantenuta la completa separazione dei percorsi fra pazienti Covid e non Covid, perché le cure anti-cancro devono continuare in sicurezza anche durante la pandemia. Dall’altro lato, sono necessari il riavvio immediato degli screening in tutte le Regioni e una loro radicale ristrutturazione, anche con l’acquisto di nuove apparecchiature e l’assunzione di personale”. 

“Una parte delle risorse per la sanità ricavate dal Recovery Fund – osserva il numero uno dell’Aiom – può essere destinata al rafforzamento delle campagne di prevenzione, sia primaria che secondaria. Non solo. Una quota consistente dei finanziamenti dovrebbe essere indirizzata anche al potenziamento della telemedicina e al rafforzamento dell’assistenza domiciliare oncologica, creando percorsi definiti di collaborazione con la medicina di famiglia e con le strutture di cure intermedie. L’integrazione con la medicina del territorio, che ha evidenziato preoccupanti lacune durante l’emergenza sanitaria” coronavirus, “è uno dei capisaldi da cui deve partire l’effettiva realizzazione delle Reti oncologiche regionali – conclude Beretta – purtroppo rimaste solo sulla carta o del tutto assenti in diverse Regioni”.

Fonte: Adnkronos Salute

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