Tumori: Aiom,’Regione Lazio renda rimborsabili test genomici cancro seno’

‘Così possiamo evitare ogni anno 800 chemioterapie inutili’


“La Regione Lazio deve provvedere al più presto ad approvare un decreto attuativo per rendere rimborsabili i test genomici per le pazienti con carcinoma del seno”. Lo chiede l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) al termine di uno degli otto appuntamenti del tour virtuale previsti per sensibilizzare gli oncologi sul ruolo dei test genomici nel carcinoma della mammella.


“L’acquisto di questi test – sottolinea l’Aiom – è stato approvato e finanziato a livello nazionale a fine 2020 ma ad oggi solo Lombardia, Toscana e Provincia Autonoma di Bolzano ne hanno approvato la rimborsabilità. In Regione Lazio con questo esame circa 800 donne ogni anno potrebbero evitare chemioterapie inutili”.


Il tumore mammario è il più diffuso e frequente in tutta Italia e nel Lazio si registrano ogni anno oltre 4.600 nuovi casi per un totale di oltre 70mila donne che vivono con questa malattia – afferma Domenico Corsi, Coordinatore Aiom Lazio -. In alcune tipologie di pazienti i test genomici ci consentono di prevedere il rischio di recidiva e, quindi, di escludere la chemioterapia in aggiunta alla terapia ormonale, evitando inutili tossicità. Tutto ciò determinerebbe anche di ottenere importanti risparmi di risorse pubbliche da reinvestire sempre nell’ambito dell’assistenza oncologica. Per questo chiediamo alla Regione Lazio di seguire l’esempio virtuoso di altre istituzioni locali del nostro Paese”. 


“Ogni giorno, finché il decreto non viene reso attuativo, in tutta Italia quasi 30 donne perdono la possibilità di effettuare un test genomico – prosegue Francesco Cognetti, direttore Oncologia medica Regina Elena di Roma e professore di oncologia all’Università La Sapienza di Roma -. Circa la metà di queste pazienti potrebbe andare incontro a una chemioterapia potenzialmente evitabile. Risulta così evidente che non c’è più tempo da perdere e anche nella nostra Regione i test genomici vanno rimborsati in modo che siano così effettivamente disponibili. Per assicurare un’equità di accesso è importante che il Decreto attuativo del Fondo assegni un codice unico nazionale ai test genomici. È essenziale, altresì, per ridurre la migrazione sanitaria verso quelle regioni virtuose che rendono tempestivamente il test genomico disponibile ai pazienti”. 


Fonte: Adnkronos Salute

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