Tumori polmonari avanzati e radiazioni palliative

Ad oggi, diversi studi hanno evidenziato come la radioterapia toracica palliativa (RT) possa alleviare i sintomi locali associati al carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato (NSCLC); tuttavia, l’esofagite è un evento avverso piuttosto comune correlato al trattamento. Non è chiaro però se la RT a modulazione di intensità con risparmio esofageo (ES-IMRT) sia capace di ottenere una riduzione clinicamente rilevante dei sintomi esofagei.

L’obiettivo di questo studio è stato perciò quello di esaminare se ES-IMRT riesca a raggiungere una riduzione clinicamente rilevante dei sintomi esofagei rispetto alla RT standard. Si è partiti dall’inclusione di 90 pazienti con NSCLC in stadio III/IV, eleggibili per RT toracica palliativa (20 Gy in 5 frazioni o 30 Gy in 10 frazioni), che sono stati reclutati in 6 centri oncologici di riferimento. I soggetti sono stati randomizzati a RT standard (controllo) e ES-IMRT.

L’esito primario era la qualità della vita esofagea (QOL) 2 settimane dopo la RT, misurata con la sottoscala del cancro esofageo (ECS) del Functional Assessment of Cancer Therapy. Punteggi più elevati della sottoscala del cancro esofageo corrispondono a una migliore qualità della vita, con una variazione da 2 a 3 punti considerata clinicamente significativa. Gli esiti secondari, invece, includevano la sopravvivenza globale, gli eventi tossici e altre metriche della qualità della vita. È stata utilizzata l’analisi dell’intention to treat.

I risultati hanno mostrato che 36 pazienti hanno ricevuto 20 Gy e 54  30 Gy; l’end point primario, il punteggio ECS medio (SD) a 2 settimane era 50,5 nel braccio di controllo e 54,3 nel braccio ES-IMRT. L’esofagite sintomatica associata a RT si è verificata nel 24% dei pazienti nel braccio di controllo rispetto al 2% nel braccio ES-IMRT; mentre in un’analisi post hoc per sottogruppi stratificati, la riduzione dell’esofagite è stata più evidente nei pazienti che hanno ricevuto 30 Gy. Inoltre, il valore di sopravvivenza globale è risultato simile tra i due gruppi.

In conclusione, in questo studio clinico randomizzato di fase 3, ES-IMRT non ha migliorato significativamente la QOL esofagea ma è stato capace di ridurre significativamente l’incidenza di esofagite sintomatica. L’analisi post hoc, poi, ha rilevato che l’esofagite ridotta era più evidente nei pazienti che ricevevano 30 Gy di RT, suggerendo che ES-IMRT possa essere più vantaggioso quando la dose di prescrizione è più alta (30 Gy).

 Fonte: JAMA Oncology – doi:10.1001/jamaoncol.2021.7664

IT-NON-06486-W-03/2024