Ucraina. Le indicazioni dell’Ecdc per la gestione sanitaria dei profughi: “Prima di tutto vaccino contro Covid, polio e morbillo”

“I profughi dall’Ucraina possono essere a rischio di sviluppare alcune malattie infettive a causa delle loro condizioni di vita dovute alla guerra e alla situazione che affrontano durante gli spostamenti. È importante che essi beneficino dello stesso livello di protezione della popolazione del paese ospitante in termini di prevenzione delle malattie infettive e misure di controllo, comprese quelle malattie che possono essere prevenute con le vaccinazioni di routine”. Tra i rischi principali c’è quello legato alla possibile diffusione di polio, morbillo, Covid e tubercolosi. Senza trascurare l’Hiv che resta ancora un problema prioritario di salute pubblica in Ucraina.


 
A fare il quadro della situazione è l’Ecdc in un report ad hoc sull’emergenza guerra tra Russia e Ucraina. 
 
Qui si legge come, nel fornire assistenza agli sfollati, “gli operatori sanitari dovrebbero prestare particolare attenzione a diverse malattie trasmissibili, come parte di un approccio integrato alla fornitura di assistenza sanitaria. In alcune circostanze, può essere appropriato stabilire una sorveglianza sindromica per permettere la rapida individuazione di malattie ad alta priorità. Coloro che arrivano dall’Ucraina, in particolare i bambini, possono essere più vulnerabili alle malattie prevenibili da vaccino e la poliomielite e il morbillo dovrebbero essere considerati malattie prioritarie per il monitoraggio e la sorveglianza”.

 
Polio. In Ucraina, si spiega, c’è ancora una notevole vulnerabilità alla polio soprattutto per i bambini <6 anni di età, principalmente a causa del livello insufficiente di copertura vaccinale. La copertura vaccinale complessiva per la polio era dell’80% nel 2021 e questo livello di copertura non è stato superato negli ultimi anni. La copertura vaccinale varia a seconda della fascia d’età e della regione del paese, andando da circa il 60% al 99%. In alcuni oblast nell’ovest dell’Ucraina, la copertura vaccinale è considerevolmente più bassa che nei paesi ospitanti vicini. Una campagna nazionale di vaccinazione è iniziata il 1° febbraio 2022, ma questa è stata interrotta dall’aggressione della Russia. 


 
Morbillo. La vulnerabilità al morbillo è anche ritenuta dall’Ecdc una “seria preoccupazione”, poiché la copertura vaccinale complessiva per due dosi di vaccino (81,9% nel 2020) è insufficiente a prevenire i focolai. Il numero di casi segnalati in Ucraina è diminuito significativamente nel 2020 e nel 2021 rispetto ai due anni precedenti, il che può essere spiegato da misure  come le chiusure a causa della pandemia da Covid. L’affollamento nei rifugi e nei centri di accoglienza potrebbe facilitare l’inizio di un’epidemia di morbillo, soprattutto perché la primavera coincide con la naturale stagionalità della malattia.


 
Covid. Dall’inizio della pandemia di Covid e fino al 2 marzo 2022, in Ucraina sono state registrate un totale di 4 849 022 infezioni confermate di Sars-CoV-2 e 106.239 decessi. L’emergere della variante Omicron ha portato alla quarta ondata nella quale si è registrato il più alto tasso di casi giornalieri. I dati al 23 febbraio 2022 mostrano che il tasso di vaccinazione contro il Covid in Ucraina è “sostanzialmente inferiore alla media UE/SEE (71,7% al 1° marzo 2022). L’adozione del vaccino è uniformemente bassa in tutti i gruppi di età adulta, compresi quelli di età superiore ai 60 anni, che sono a maggior rischio di malattia grave”.


 
Tubercolosi. La tubercolosi (TB) rimane “un importante problema di salute pubblica e una malattia trasmissibile prioritaria in Ucraina”. Il paese ha riportato il secondo maggior numero di casi di TB (28.539), con un’incidenza di 65 casi per 100.000 e un tasso di mortalità di 7,3 morti per 100 000. L’Ucraina è uno dei 10 paesi a livello globale con il più alto carico di tubercolosi resistente ai farmaci (MDR-TB), e nel 2019 l’Ucraina ha riportato il 27% di MDR-TB tra i nuovi casi (4 490 casi). L’Ucraina ha anche la seconda più alta prevalenza di HIV/TB.


 
HIV. L’HIV rimane un problema di salute pubblica in Ucraina. Secondo il rapporto annuale di sorveglianza dell’HIV in Europa del 2021, basato sui dati del 2020, l’Ucraina ha riportato 15.658 nuove diagnosi di HIV. Nel 2020, il tasso di diagnosi di HIV per l’Ucraina era il secondo più alto nella regione europea dell’Oms: 37,5 per 100.000 abitanti rispetto al tasso dell’UE di 3,3 per 100.000 abitanti. Nel 2020, è stato stimato che 257.000 persone vivevano con l’HIV in Ucraina. Nel 2020, è stato stimato che 146.000 di coloro che vivono con l’HIV in Ucraina stavano ricevendo farmaci antiretrovirali (copertura del trattamento del 57%). La copertura del trattamento nell’UE è stimata all’82%.

Alla luce di tutto questo, per l’Ecdc “garantire la continuità delle vaccinazioni di routine, e affrontare le lacune nelle storie di vaccinazione precedenti, è un elemento essenziale del supporto di salute pubblica richiesto dagli sfollati. Lo stato di vaccinazione degli sfollati dovrebbe essere valutato utilizzando la documentazione disponibile, fisica o elettronica. Per la vaccinazione Covid, va notato che l’Ucraina ha aderito al sistema del certificato digitale Covid dell’UE”.
 
Nel report si spiega che la priorità dovrebbe essere data “alla protezione contro le malattie infettive facilmente trasmissibili e possibilmente associate a esiti gravi, come il Covid, il morbillo e la poliomielite. La vaccinazione primaria con vaccini combinati che coprono difterite, tetano, poliomielite, pertosse e malattie invasive causate da Haemophilus influenzae tipo b (Hib) dovrebbe essere offerta ai neonati e ai bambini”. Inoltre, ulteriori vaccinazioni “dovrebbero essere considerate per la protezione contro le seguenti malattie a seconda delle condizioni di vita, della stagione e della situazione epidemiologica: epatite B (con o senza screening, secondo le linee guida del paese ospitante); malattia meningococcica invasiva (la malattia è comune in ambienti densamente popolati come campi profughi o centri di accoglienza, e il vaccino è incluso in molti programmi di routine nei paesi dell’UE); varicella (la malattia è comune in ambienti affollati e il vaccino è incluso in alcuni programmi di routine nei paesi dell’UE); malattia invasiva da pneumococco (il vaccino è incluso in molti programmi di routine nei paesi dell’UE); e influenza (la malattia è comune in ambienti affollati durante la stagione influenzale – il vaccino è incluso per tutti i bambini di età superiore ai sei mesi nei programmi di routine in alcuni paesi dell’UE e per i gruppi a rischio, compresi gli anziani, in tutti i programmi di routine dell’UE)”.
 
Quanto ai pazienti ospedalieri e in particolare ai feriti che verranno accolti dalle strutture ospedaliere di altri paesi, si consiglia di porre particolare attenzione al problema delle infezioni, specie quelle antibioticoresistenti. “Gli operatori sanitari dovrebbero essere consapevoli di questi rischi in modo da poter diagnosticare e trattare tempestivamente con successo queste infezioni in persone sfollate e ferite , prevenendo così la trasmissione di tali organismi negli ospedali e in altre strutture sanitarie. I pazienti trasferiti dagli ospedali in Ucraina, o con una storia di ricovero ospedaliero in Ucraina negli ultimi 12 mesi dovrebbero essere isolati preventivamente e sottoposti a screening per il trasporto di organismi multiresistenti”.


Infine, quanto ai centri di accoglienza, per prevenire e controllare la trasmissione di qualsiasi malattia “è importante che i centri valutino le loro necessità di controllo delle malattie trasmissibili, in particolare in caso di un improvviso afflusso di sfollati”.

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