Un batterio coinvolto nello sviluppo del tumore al seno

I ricercatori del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center hanno scoperto che un batterio comunemente associato allo sviluppo di colite e cancro al colon, bacteroides fragilis, è presente nel seno delle donne affette da tumore alla mammella.


Dallo studio è emerso anche che la colonizzazione della ghiandola mammaria e dell’intestino da parte di questo microorganismo che secerne la tossina B. fragilis (BFT), induce rapidamente iperplasia epiteliale nella ghiandola mammaria nei topi. Il lavoro è stato pubblicato dalla rivista Cancer Discovery.

I ricercatori hanno prima di tutto eseguito una meta-analisi dei dati clinici esaminando studi pubblicati che confrontano la composizione microbica tra tumori mammari benigni e maligni e fluidi aspirati dal capezzolo di donne sopravvissute al cancro al seno e volontarie sane. B. fragilis è stato rilevato in tutti i campioni di tessuto mammario e nei fluidi del capezzolo delle sopravvissute al cancro.

Gli scienziati hanno quindi somministrato i batteri per via orale a un gruppo di topi. Bacteroides fragilis colonizza prima di tutto l’intestino. Nelle tre settimane successive il tessuto mammario degli animali presentava cambiamenti osservabili solitamente nell’iperplasia duttale, una condizione precancerosa.

In ulteriori test, i ricercatori hanno scoperto che i sintomi simili all’iperplasia apparivano anche entro due o tre settimane dall’iniezione di batteri direttamente al livello dei capezzoli dei topi e che le cellule esposte alla tossina mostravano una progressione tumorale più rapida e sviluppavano tumori più aggressivi rispetto alle cellule non esposte alla tossina.

Le cellule del seno esposte alla tossina per 72 ore hanno conservato un ricordo della tossina e sono state in grado di iniziare lo sviluppo del cancro e formare lesioni metastatiche in diversi modelli murini.


Sono necessari ulteriori studi per chiarire come il batterio si muove in tutto il corpo e se altri microbi hanno un’attività cancerogena per il tessuto mammario.

I ricercatori hanno iniziato a cercare cambiamenti del microbioma tra i pazienti con cancro al seno per vedere come questo influisce sulla progressione del tumore e sulla risposta alla terapia. Nel frattempo, come ricorda Dipali Sharma, autore senior dello studio, “dovremmo assolutamente cercare di mantenere un microbioma sano, quindi seguire una dieta sana, fare esercizio e mantenere il corretto indice di massa corporea”


Fonte: Cancer Discovery

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