Un nuovo approccio terapeutico per il glioblastoma

Le cellule del glioblastoma hanno una straordinaria capacità di accumulare lipidi che poi vengono usati come fonte di energia per una rapida divisione cellulare. Bloccare un enzima che permette lo stoccaggio dei lipidi potrebbe essere un nuovo approccio terapeutico per far fronte a questa malattia letale.

Lo suggerisce uno studio condotto dai ricercatori dell’Ohio State University Comprehensive Cancer Center, dell’Arthur G. James Cancer Hospital e del Richard J. Solove Research Institute e pubblicato sulla rivista Cell Metabolism.

I pazienti con glioblastoma sopravvivono in media 12-15 mesi dopo la diagnosi, questo dato è rimasto invariato per due decenni, e dimostra a che punto sia necessario mettere a punto nuovi farmaci.

I ricercatori hanno condotto degli esperimenti sul tessuto tumorale proveniente dai pazienti, ma anche su linee cellulari di glioblastoma e su modelli animali per analizzare il metabolismo degli acidi grassi.
Hanno scoperto che le cellule glioblastoma usano l’enzima DGAT1 (diacilglicerolo-aciltransferasi 1), e in parte anche DGAT2, per convertire gli acidi grassi in trigliceridi, che possono essere conservati in modo sicuro sotto forma di goccioline lipidiche nel citoplasma delle cellule tumorali. 

L’inibizione di DGAT1 indirizza gli acidi grassi in eccesso verso i mitocondri, inducendoli a produrre alti livelli di specie reattive dell’ossigeno. Il processo danneggia gli organuli e infine porta all’apoptosi.

Nei modelli di xenotrapianto, l’inibizione del DGAT1 ha soppresso la crescita del glioblastoma, senza effetti collaterali tossici evidenti.

“Questi risultati suggeriscono che l’inibizione di DGAT1 potrebbe offrire un nuovo approccio terapeutico per il trattamento del glioblastoma” afferma Deliang Guo, autore principale dello studio. “Lo stesso approccio potrebbe essere applicato anche a tumori di prostata, colon, rene e altri, in cui si osserva la formazione di goccioline lipidiche”.

E conclude: “nel complesso, i nostri risultati possono portare all’identificazione di percorsi metabolici lipidici che sono unici per il glioblastoma e altri tumori maligni e a nuove terapie per questi tumori”.

Fonte: Cell Metabolism

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