Un richiamo allo screening ed al trattamento precoce del diabete

I soggetti con diabete di tipo 2 traggono beneficio da diagnosi e trattamento precoci, come suggerisce il monitoraggio della durata di un decennio dello studio ADDITION-Europe: i dati supportano l’impiego del trattamento intensivo del diabete di tipo 2 subito dopo la diagnosi, ed hanno implicazioni per le politiche relative al rilevamento precoce ed alla susseguente gestione del diabete di tipo 2 in medicina di base, come affermato dall’autore Simon Griffin dell’Università di Cambridge.

A differenza negli esiti primari fra il trattamento intensivo e l’assistenza di routine favorisce il primo, ma non risulta statisticamente significativa: il trattamento intensivo e precoce di molteplici fattori di rischio subito dopo la diagnosi comunque risulta sicuro, e sembrerebbe ridurre gli eventi cardiovascolari e la mortalità.

Alcuni esperti affermano che sia importante riconoscere che il diabete di tipo 2 non è soltanto una malattia metabolica, ma rappresenta un problema cardiometabolico: la mancata significatività degli esiti non dovrebbe impedire ai medici di base ed agli specialisti di perseguire la ricerca di un controllo ottimale non soltanto del diabete, ma anche di colesterolo, trigliceridi, pressione e peso corporeo, evitando l’inerzia terapeutica che viene spesso riportata.

Gli effetti del trattamento intensivo su esiti cardiovascolari e mortalità a 5 anni sono in larga misura mantenuti per ulteriori 5 anni: nonostante la mancata significatività statistica, probabilmente almeno in parte dovuta a miglioramenti nella pratica clinica nel periodo di studio, i dati supportano comunque gli interventi multifattoriali precoci nel diabete di tipo 2.

Sarà interessante verificare se i benefici postulati per il trattamento multifattoriale nello studio ADDITION-Europe diverranno maggiormente evidenti nel prossimo decennio o se essi svaniranno, come è accaduto nello studio VADT. Sarà inoltre importante monitorare i pazienti dello studio ADDITION-Europe per l’incidenza delle complicazioni del diabete e della mortalità nel prossimo decennio ed oltre, in quanto è raro osservare un campione prospettico in cui i pazienti sono esposti ad un buon controllo dei fattori di rischio nel primo decennio dopo la diagnosi. 

Fonte: EASD Annual Meeting

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