Un villaggio virtuale per combattere la solitudine associata all’Hiv

Un nuovo studio clinico sta cercando di scoprire se le persone che vivono con l’Hiv possono beneficiare del supporto emotivo offerto da una comunità virtuale, e dal supporto fisico e dai servizi forniti dai volontari della comunità.


Secondo uno studio condotto su 356 pazienti con Hiv, il 58% ha riportato sintomi di solitudine, che sono stati associati al declino funzionale e all’aumento del rischio di mortalità.


Ora il nuovo lavoro collegherà i partecipanti all’interno di una comunità online sicura che può fornire vari servizi come supporto tecnico per il computer di casa o semplicemente avere un volto amichevole per parlare con uno schermo. Il trial, che avrà durata triennale, è stato ritardato a causa della pandemia e sta attualmente reclutando partecipanti.


L’idea è quella di ricreare le comunità del passato, dove i vicini si conoscevano davvero e si aiutavano a vicenda.


Il problema della solitudine degli anziani con Hiv è reale: le persone con il virus cha hanno più di 50 anni hanno meno probabilità di avere un partner con cui condividere la propria vita, o anche un amico da chiamare, rispetto alle persone senza Hiv. Questo perché aver contratto la malattia negli anni ’80 e ’90 significa che molti dei loro amici o familiari possono essere già morti.


Sebbene il trial opererà principalmente in un ambiente virtuale, tutti i partecipanti devono risiedere entro una distanza di guida ragionevole.


Il percorso si concentrerà principalmente sulle persone che vivono con l’Hiv, ma accoglierà chiunque si senta insicuro a vivere da solo, o che desidera essere generoso con la propria comunità.


Fonte: University of California

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