Verso trattamenti mirati per l’artrite psoriasica

L’artrite psoriasica potrebbe essere attivata dallo stesso trigger in diversi pazienti. È quanto ha scoperto un gruppo di ricercatori che ha appena pubblicato i risultati del proprio studio su Nature Communications. 

Gli autori del lavoro hanno infatti identificato alti livelli di un recettore specifico nelle cellule immunitarie dei pazienti affetti da artrite psoriasica, scoperta che potrebbe portare a trovare l’esatto “innesco” molecolare e fornire speranza per lo sviluppo di un trattamento mirato in futuro.

Un terzo dei pazienti affetti da psoriasi cutanea svilupperà l’artrite psoriasica, che tipicamente causa gonfiore, rigidità e dolore alle articolazioni colpite. L’artrite psoriasica è una condizione a lungo termine che può peggiorare progressivamente nel tempo. Sono disponibili alcuni trattamenti, ma al momento non esiste una cura, e nelle malattie gravi le articolazioni possono essere danneggiate in modo permanente, richiedendo un intervento chirurgico.

Si sapeva già che la malattia aveva una serie di predisposizioni genetiche, una delle quali controlla come le cellule immunitarie chiamate cellule T vedono le molecole di antigene dei microrganismi che causano la malattia. Tuttavia, non si capiva esattamente cosa scatenasse l’insorgenza dell’artrite psoriasica.

Utilizzando la genomica a singola cellula, i ricercatori hanno analizzato migliaia di singole cellule immunitarie dal liquido drenato dalle ginocchia dei pazienti affetti da artrite psoriasica. Hanno così potuto vedere quali geni sono stati accesi in ogni cellula e hanno mostrato che queste cellule T avevano un profilo infiammatorio attivato. I ricercatori hanno anche amplificato e sequenziato l’Rna dai geni dei recettori, per identificare quelli attivi in ogni cellula.

Lo studio ha mostrato che molte cellule T nel fluido articolare condividevano un identico recettore ed erano quindi cloni l’uno dell’altro, probabilmente innescati per riprodursi da un particolare antigene.
Utilizzando il machine learning per confrontare questi recettori in diversi pazienti, hanno scoperto che i cloni espansi delle cellule T condividevano anche altri marcatori, tra cui un recettore chiamato CXCR3, che li dirigeva verso il sito dell’infiammazione.

Secondo gli autori, questo significa che le cellule T vedono e reagiscono alla stessa molecola, che agisce come un fattore scatenante della malattia. Un grande passo avanti nella comprensione della patologia.
I dati raccolti sono stati poi utilizzati per indagare su come i linfociti T possano trasferirsi dal sangue all’articolazione per causare il danno.

I risultati indicano quindi che le cellule T specifiche sono probabilmente mirate ad entrare nell’articolazione, dove vengono attivate per espandersi, creando infiammazione e causando l’artrite psoriasica. La prossima fase della ricerca sarà quella di trovare la chiave che sblocca la malattia nei pazienti. Se si riuscisse a capire questo, si potrebbe creare terapie che possano prevenire tutto questo, fornendo potenzialmente una cura alla malattia.

Fonte: Nature Communications

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