Volume placca coronarica non calcificata più alto nelle persone con Hiv

Le persone che vivono con il virus dell’immunodeficienza umana (Hiv) e senza malattie cardiovascolari note hanno da due a tre volte il volume di placche coronariche non calcificate rispetto a volontari sani, secondo un recente studio.


Oggi, le persone con Hiv vivono più a lungo e sono sempre più soggette a malattie legate all’età, come la malattia coronarica. Studi condotti in Nord America e in Europa hanno mostrato un rischio maggiore di attacchi cardiaci nelle persone che vivono con l’Hiv rispetto alla popolazione generale, anche dopo l’aggiustamento per i fattori di rischio. Le ragioni di questo fenomeno non sono del tutto note.


Per il nuovo studio prospettico, i ricercatori hanno confrontato il volume e le caratteristiche della placca coronarica in 265 partecipanti, tra cui 181 persone asintomatiche che vivono con l’Hiv senza malattia cardiovascolare nota e 84 volontari sani senza Hiv.


Tutti i 265 partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione basata su tomografia computerizzata (Ct) che fornisce informazioni sulla presenza e la quantità di placca calcificata nelle arterie del cuore. La maggior parte dei partecipanti ha ricevuto anche un’angiografia coronarica Ct, un’opzione di imaging non invasivo in grado di quantificare e caratterizzare la placca coronarica e prevedere il rischio di eventi cardiovascolari avversi come un attacco di cuore.


Non è stata riscontrata alcuna differenza tra i due gruppi nel punteggio di calcio coronarico e la prevalenza complessiva della placca. Anche il Framingham Risk Score mediano a 10 anni, una misura comunemente usata per stimare il rischio di malattia coronarica, si è rivelato simile.


Tuttavia, la prevalenza e il volume della placca non calcificata è stata due o tre volte più alta all’angiografia Ct coronarica nelle persone che vivono con l’Hiv rispetto ai volontari sani dopo l’aggiustamento per i fattori di rischio cardiovascolare.


Secondo i ricercatori, queste differenze sono probabilmente dovute a una serie di fattori, compresa la terapia antiretrovirale. Studi precedenti suggeriscono infatti che esiste probabilmente un impatto della terapia antiretrovirale che potrebbe aumentare il rischio di malattia coronarica, anche se i vantaggi sono superiori rispetto alla non assunzione dell’Art.


I risultati dello studio suggeriscono che l’adozione di uno stile di vita sano, cruciale per prevenire la malattia aterosclerotica nella popolazione generale, può essere particolarmente importante per le persone che vivono con l’Hiv. I ricercatori hanno raccomandato che le persone che vivono con l’Hiv debbano essere consapevoli dei loro fattori di rischio cardiovascolare come il fumo, diabete, pressione alta, obesità e mancanza di esercizio fisico e che dovrebbero discuterne con i loro medici, in modo da prevenire le malattie cardiovascolari.


Fonte: Radiology

IT-NON-04544-W-04/2023