HIV



L’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) è causata da 1 di 2 retrovirus simili (HIV-1 e HIV-2) che distruggono i linfociti T CD4+ e inibiscono la risposta immunitaria cellulo-mediata, con aumento del rischio di alcune infezioni e di alcuni tumori. La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, altrimenti nota come AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome), rappresenta lo stadio clinico terminale dell’infezione causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV, Human Immunodeficiency Virus). I retrovirus sono virus a RNA e così definiti per il loro meccanismo di replicazione mediante retrotrascrizione (o trascrizione inversa) che genera copie di DNA che si integrano nel genoma della cellula ospite. L’infezione ha un’evoluzione cronica ed è caratterizzata da un’alta replicazione virale ed un elevato turnover delle cellule infettate dal virus. Le principali cellule ospiti del virus HIV nei pazienti sono i linfociti CD4 e i monociti/macrofagi. Queste cellule sono fondamentali per l’adeguato funzionamento del sistema immunitario e se infettate da HIV vanno incontro a distruzione, ciò causa un’immunodeficienza marcata con conseguenze fatali.1

L’infezione da HIV è una patologia dal peso epidemiologico globale. Si stima che nel 2018 circa 37,9 milioni di persone in tutto il mondo abbiano l’HIV (di cui 1,7 milioni bambini di età inferiore ai 15 anni). In termini di incidenza, si stimano 1,7 milioni di nuove infezioni da HIV nel mondo. Nel 2017 circa 25 mila persone hanno ricevuto una diagnosi di HIV nell’unione europea 2,3.
A livello globale, l’incidenza della patologia sta decrescendo con un numero di nuovi individui infetti da HIV che è diminuito del 19% dal picco dell’epidemia nel 1999. – In Italia, nel 2018, sono state riportate, entro il 31 maggio 2019, 2.847 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti. La classe di età 25-29 anni (13,5% dei casi delle nuove diagnosi di infezione da HIV) ha riportato l’incidenza più alta: 11,8 nuovi casi per 100.000 residenti. L’Italia, in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, si colloca lievemente al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (5,1 casi per 100.000 residenti). 4

In Italia, si stima un numero di persone viventi con infezione da HIV pari a 125-135.000, delle quali l’11% non è a conoscenza dell’infezione. Questo porta a circa 120.000 il numero delle persone diagnosticate, di cui il 15% non è stato inserito o mantenuto in cura, con un totale quindi di persone con infezione da HIV in cura pari a circa 102.000. 5

Per quanto riguarda l’HIV, MSD avviò il primo programma di ricerca nel 1985, poco dopo i primi casi notificati di AIDS, per arrivare nel 1996 al lancio di indinavir, primo inibitore della proteasi, seguito da efavirenz, primo inibitore non nucleosidico della transcrittasi inversa. In anni più recenti MSD, con il contributo determinante dei laboratori italiani, ha messo a punto raltegravir, primo inibitore dell’integrasi, un enzima dell’HIV che integra il materiale genetico virale nei cromosomi umani. La scoperta di raltegravir ha richiesto un lavoro di ricerca che si è sviluppato nell’arco di oltre un decennio, superando numerosi ostacoli emersi durante il processo di sviluppo. La ricerca MSD nel campo del trattamento dell’HIV ha portato oggi alla commercializzazione di doravirina, la nuova generazione di inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, disponibile sia in single agent che in combinazione fissa con tenofovir disoproxil fumarato e lamivudina, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone HIV+, massimizzare aderenza e persistenza al trattamento.

L’ impegno di MSD in HIV è testimoniato inoltre da una solida pipeline di farmaci in sviluppo, tra cui la molecola islatravir, che inaugurerà una nuova classe di farmaci ART denominata NRTTI (inibitore nucleosidico della traslocazione della trascrittasi inversa), per rispondere alle necessità terapeutiche dei pazienti contribuendo, al contempo, a migliorare concretamente la loro qualità di vita.

Le date inserite nella timeline si riferiscono alla relativa approvazione EMA

IT-NON-00997-W-08-2023

  1. Moir S. Et al. Pathogenic Mechanisms of HIV Disease. Ann Rev Pathol 6,223-48
  2. UNAIDS. https://www.unaids.org/en/resources/documents/2019/core-epidemiology-slides
  3. World Health Organization. HIV/AIDS surveillance in Europe 2018. http://www.euro.who.int/en/health-topics/communicable-diseases/hivaids/publications/2018/hivaids-surveillance-in-europe-2018-2018. Accessed September 10, 2019
  4. Notiziario dell’ Istituto Superiore di Sanità volume 32, n. 10, Ottobre 2019.
  5. Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1. Edizione 2017.

IT-NON-01675-W-02-2024