INFEZIONI BATTERICHE



Le infezioni ospedaliere continuano a rappresentare una delle più frequenti complicanze in ospedale, il cui trend è in continuo aumento, in assenza di programmi di controllo. In particolare, i casi sostenuti da germi multiresistenti, rappresentano oggi una minaccia reale per la salute pubblica. Il Rapporto dell’OMS, nel tracciare la prima mappa globale sulla resistenza antimicrobica, evidenzia un vasto e rapido sviluppo delle resistenze agli antibiotici e ad altri agenti antimicrobici in ogni regione del mondo.

Si riscontrano alte percentuali di resistenza agli antibiotici in batteri piuttosto comuni (responsabili di infezioni del tratto urinario, polmonite, infezioni del sangue, ecc.). Ad esempio lo Staphylococcus aureus è un batterio Gram-positivo (normale costituente della flora microbica cutanea) che può causare una varietà di infezioni, in particolare infezioni di cute e tessuti molli, delle ossa e del sangue, ed è anche una causa comune di infezioni post-operatorie.

In Italia la resistenza alla meticillina supera il 38%. Si tratta di un’emergenza non trascurabile, se si considera che è stato stimato che le persone affette da MRSA (methicillin-resistant Staphylococcus aureus) hanno il 64% di probabilità di morte in più rispetto alle persone che non hanno sviluppato un’infezione resistente ai farmaci.

Tra i fattori più sotto accusa, l’uso inappropriato di antibiotici. Il largo uso che ne è stato fatto negli ultimi 60 anni in medicina umana, in veterinaria, in zootecnia e persino nell’agricoltura ha esercitato e continua a esercitare una pressione selettiva nei confronti dei ceppi batterici. L’uso inappropriato di questi farmaci rischia di disperdere una risorsa preziosa non immediatamente rinnovabile: negli ultimi anni, infatti, l’industria farmaceutica ha registrato un numero sempre più limitato di nuove molecole antibiotiche, per cui già oggi è difficile trattare efficacemente alcuni microrganismi multiresistenti agli antibiotici disponibili.

Nuove tipologie di antibiotici sono oggi assolutamente necessarie. l’OMS stima che i superbug – i batteri multiresistenti – saranno la principale causa di mortalità nel 2050, per cui continuare ad investire in ricerca in questo settore è di primaria importanza.

Gli impegni in ricerca e sperimentazione degli ultimi anni hanno portato allo sviluppo di due nuove molecole antibiotiche – Sivextro e Zerbaxa – la cui immissione in commercio costituirà una nuova arma rispettivamente per il trattamento delle infezioni di cute e tessuti molli sostenute da germi Gram positivi (inclusi i ceppi MRSA) e per il trattamento delle infezioni complicate intraddominali e urinarie sostenute da germi Gram negativi.

Sivextro (tedizolid fosfato) rappresenta un oxazolidinone di seconda generazione, classe di antibiotici il cui meccanismo di azione si affida al blocco della sintesi proteica. In base ai risultati di due studidi fase III (ESTABLISH 1 e 2) che avevano confrontato il farmaco con il linezolid, tedizolid fosfato ha mostrato un tasso di risposta clinica pari al 79,5% e 85%, rispettivamente.

Zerbaxa (ceftolozane/tazobactam) è una combinazione di una cefalosporina (ceftolozane) e di un inibitore delle beta-lattamasi (tazobactam). La sua efficacia nel trattamento delle infezioni intraddominali complicate è stata valutata in un trial clinico su 979 adulti, mentre la sua efficacia nelle infezioni complicate delle vie urinarie è stata valutata in un trial su 1.068 pazienti adulti.

MSD è già in una fase avanzata di sviluppo anche con altre promettenti molecole, quali MK-3415a, una molecola innovativa che neutralizza le tossine chiave associate all’infezione da Clostridium difficile, ed MK-7655, un inibitore della beta-lattamasi, in combinazione fissa con imipenem, per le infezioni da batteri multiresistenti.

Intervista al Prof. Eliav Barr, VP, Clinical Research Merck & Co, sull’impegno di MSD nella sensibilizzazione all’uso appropriato degli antibiotici per combattere l’Antibiotico Resistenza