ARTROSI



I tratti patologici dell’osteoartrosi (OA) consistono nella degradazione della cartilagine articolare insieme a ispessimento osseo subcondrale, formazione di osteofiti, infiammazione sinoviale, degenerazione dei legamenti, e ipertrofia della capsula (1). L’OA è una comune malattia cronica articolare caratterizzata da dolore, deformità, instabilità e riduzione del movimento e della funzione. A differenza di difetti focali che, in generale, coinvolgono una popolazione più giovane che ha subìto un trauma acuto e richiede un trattamento localizzato, le lesioni osteoartrosiche colpiscono i pazienti più anziani e spesso coinvolgono l’intera superficie articolare (2).

L’OA è una delle cause principali di disabilità negli adulti più anziani, che colpisce circa il 10% degli uomini e il 18% delle donne di età superiore ai sessanta anni. L’aumento universale dell’aspettativa di vita rende l’OA una delle cause più importanti di disabilità (2).

La patologia coinvolge principalmente ginocchia, anche, colonna cervicale, colonna lombosacrale e caviglia. Sono spesso coinvolte anche le articolazioni interfalangee e carpometacarpali.

I sintomi includono dolore con sviluppo graduale che è aggravato o innescato da attività, rigidità al risveglio e dopo inattività e gonfiore articolare (3). Anche se non ancora completamente chiarita, l’eziologia è considerata multifattoriale con componenti genetiche, costituzionali e ambientali

La diagnosi di OA avviene attraverso i raggi X standard delle articolazioni interessate che generalmente rivelano osteofitosi marginale, restringimento dello spazio articolare, aumento della densità dell’osso subcondrale, formazione di cisti subcondrali, rimodellamento osseo (2).

L’OA è classificata in primaria o idiopatica e secondaria a causa di traumi, difetti congeniti e metabolici, infezioni, malattie endocrine e neuropatiche, disturbi che alterano la normale struttura e funzione della cartilagine articolare e intensi o incongrui lavori o attività sportive. I fattori di rischio prevalenti includono età, sesso, precedenti lesioni articolari, obesità, predisposizione genetica e fattori meccanici.

Identificati i fattori di rischio, per alcuni di essi è attuabile una strategia preventiva, come combattere l’obesità ed il sovrappeso, evitare posizioni forzate, alcune tipiche di certe attività professionali, come lo stare in ginocchio dei piastrellisti, o l’eccessivo utilizzo delle articolazioni delle mani per molte attività, correggere posture anche legate ad attività sedentarie, come la seduta ad una scrivania, correggere o prevenire alcune patologie infiammatorie che conducono ad una sofferenza delle cartilagini articolari come nel caso della gotta.

L’attività fisica è una strategia importante per ridurre lo sviluppo e l’onere sintomatico di OA. L’attività fisica è efficace e sicura, eppure la maggior parte degli adulti con OA non soddisfa i livelli raccomandati di 150 minuti a settimana indicati dalle Linee Guida (4). L’attività fisica può avere benefici immediati come migliorare il sonno e ridurre l’ansia; essa rafforza i muscoli, mantiene le articolazioni flessibili, preserva un buon equilibrio, migliora la funzione e aiuta a mantenere un peso sano, tutto ciò che è particolarmente importante per persone con artrosi. L’attività fisica può ridurre il dolore e migliorare il funzionamento fisico di circa il 40% oltre a ridurre costi sanitari per minor utilizzo di farmaci e cure mediche(5).

Come per altre patologie croniche, l’approccio del paziente con osteoartrosi tende a un modello decisionale condiviso, in cui il punto di vista del paziente deve essere considerato nella scelta del trattamento. (6)

Le recenti strategie per il trattamento dell’osteoartrosi basate su terapia cellulare, o genetica, o sulla ingegnerizzazione dei tessuti (es. rigenerazione articolare) necessitano di conferme ulteriori per un impiego nella pratica corrente (7).

Non esiste un trattamento risolutivo dell’artrosi una volta instauratasi. Oltre ad un’attività fisica controllata, la terapia principale è quella analgesica, con la somministrazione di antidolorifici al bisogno per limitare il dolore e permettere il movimento articolare: paracetamolo, FANS, COXIB, talora anche oppioidi; in alcuni casi è sufficiente il trattamento topico.

In caso di artrosi localizzata a livello di un’articolazione specifica (per es. anche, ginocchia, mani) è possibile effettuare infiltrazioni con acido ialuronico, mentre l’utilizzo di corticosteroidi è limitato a casi rari di infiammazione associata ad artrosi. (8)

Nei casi più gravi di artrosi, quando questi trattamenti sono inefficaci, si rende necessario il trattamento ortopedico con il posizionamento di protesi articolari.

Questa pubblicazione riflette i punti di vista e le opinioni degli autori e non necessariamente quelli di MSD Italia S.r.l. Ogni farmaco menzionato deve essere usato in accordo con il riassunto delle caratteristiche del prodotto fornito dalla ditta produttrice.



  1. Carballo, C.B.; Nakagawa, Y.; Sekiya, I.; Rodeo, S.A. Basic Science of Articular Cartilage. Clin. Sports Med. 2017, 36, 413–425
  2. Glyn-Jones, S.; Palmer, A.J.; Agricola, R.; Price, A.J.; Vincent, T.L.; Weinans, H.; Carr, A.J. Osteoarthritis. Lancet 2015, 386, 376–387.
  3. Loeser, R.F.; Goldring, S.R.; Scanzello, C.R.; Goldring, M.B. Osteoarthritis: A disease of the joint as an organ. Arthritis Rheum. 2012, 64, 1697–1707.
  4. Piercy K.L; Troiano R.P, Ballard R.M. et al. The Physical Activity Guidelines for Americans. JAMA. 2018;320(19):2020-2028. doi:10.1001/jama.2018.14854
  5. Callahan L.F., Ambrose K.R., Albright A.L. et al . Public Health Interventions for Osteoarthritis – updates on the Osteoarthritis Action Alliance’s efforts to address the 2010 OA Public Health Agenda Recommendations. Clin Exp Rheumatol 2019; 37 (Suppl. 120): S31-S39.
  6. Val Jiménez CL, López-Torres Hidalgo J, García Atienza EM, Navarro Ruiz MS, Hernández Cerón I, Moreno de la Rosa L. Satisfacción con el tratamiento en pacientes de atención primaria con artrosis. Rev Esp Salud Pública.2017;91:5 de julio e201707037.
  7. Roseti L , Desando G , Cavallo C et al. Articular Cartilage Regeneration in Osteoarthritis Cells 2019, 8, 1305; doi:10.3390/cells8111305
  8. Vargas Negrína F., Medina Abellánb M. D., Hermosa Hernánc J.C., de Felipe Medina R. Tratamiento del paciente con artrosis. Aten Primaria. 2014;46 Supl 1:39-61

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