ASMA



L’asma bronchiale è una patologia infiammatoria cronica a carico delle vie respiratorie caratterizzata da crisi di dispnea (fatica a respirare) legate all’insorgenza di broncospasmo.

L’ostruzione bronchiale che si verifica nel soggetto asmatico è solitamente reversibile e si risolve dopo terapia adeguata o in alcuni casi spontaneamente.

L’asma è contraddistinta da (Linee Guida GINA 2017):

  • Respiro sibilante, tosse e senso di costrizione toracica
  • Ostruzione bronchiale
  • Iper-reattività bronchiale

L’asma interessa il 6-8% della popolazione ed è una delle malattie croniche più comuni dell’età infantile, ma può manifestarsi anche negli adulti.

L’ostruzione delle vie aeree tipica dell’asma interessa in particolar modo i bronchi, organi dell’apparato respiratorio la cui parete di tessuto muscolare si espande e contrae durante la respirazione. Nella parete dei bronchi sono presenti anche delle cellule in grado di rispondere in maniera specifica a stimoli esterni, inducendo la muscolatura dei bronchi a stringersi o allargarsi a seconda della sostanza con cui vengono in contatto.

Diversi fattori, sia genetici che ambientali, concorrono a causare l’asma.

La risposta infiammatoria che causa la contrazione impropria dei muscoli dei bronchi determina la produzione di muco, altro fattore che contribuisce all’ostruzione delle vie aeree. Il restringimento delle vie aeree e l’infiammazione che lo causa avvengono in risposta a stimoli che di solito non causano problemi nelle persone non asmatiche, detti fattori scatenanti.

I principali fattori di rischio che portano all’insorgenza dell’asma sono (Linee Guida GINA 2017):

  • Allergeni:

    – Allergeni domestici:
    • Acari e animali a pelo (cane e gatto,coniglio,ecc)
    • Scarafaggi
    • Miceti
    – Allergeni degli ambienti esterni:
    • Piante erbacee (graminacee, urticacee, composite, ecc.) ed arboree (oleacee, betulacee, ecc.)
    • Altri animali (cavallo)
  • Inquinamento atmosferico
  • Inquinamento di uso professionale e ambientale
  • Fumo attivo e passivo
  • Infezioni virali
  • Variazioni climatiche

    – Possono potenziare l’effetto di allergeni e/o inquinanti atmosferici, sia nell’induzione dell’asma che nello scatenamento di crisi asmatiche
  • Alimentazione e farmaci

    – Associazione tra alcuni tipi di alimentazione comuni nella società occidentale e maggior frequenza di atopia e/o asma
    – Utilizzo di antibiotici e antipiretici in età infantile associato ad aumento del rischio di asma e atopia

I sintomi dell’asma possono variare da persona a persona a seconda della gravità della condizione. In alcune persone gli episodi sono lievi e di breve durata e si manifestano con respiro affannoso. Nei casi più gravi possono presentarsi tosse e sibili. A volte l’attacco d’asma insorge improvvisamente, altre in maniera graduale e può durare da pochi minuti a diversi giorni.

Gli attacchi d’asma sono più frequenti nelle prime ore del giorno, quando scompaiono gli effetti dei farmaci protettivi e l’organismo ha difficoltà a prevenire il restringimento delle vie respiratorie. Durante le crisi di asma la difficoltà a respirare può generare una sensazione di profonda ansia, mentre aumentano la sudorazione e la frequenza cardiaca.

Quando la mancanza di ossigeno diventa marcata, le persone asmatiche possono presentare confusione, sonnolenza, fino al colorito bluastro della cute: in questi casi è necessario un trattamento d’urgenza.

La forma più grave di asma è definita stato di male asmatico. In questi casi l’ossigeno che arriva agli organi è insufficiente, la pressione arteriosa raggiunge livelli molto bassi e si accumula anidride carbonica nel sangue (che compromette la funzionalità degli organi). Lo stato di male asmatico richiede il ricovero in ospedale e l’intervento con ventilazione artificiale e dosi di farmaci superiori alla norma.

L’asma viene diagnosticata da uno specialista (pneumologo o allergologo) principalmente sulla base dei sintomi caratteristici riferiti dal paziente. La diagnosi viene confermata con il test del respiro o test di funzionalità polmonare. Il test viene effettuato prima e dopo la somministrazione di un farmaco in grado di aprire le vie respiratorie (beta-adrenergico). Se il risultato del test migliora considerevolmente dopo la somministrazione del farmaco, è molto probabile che la persona soffra di asma.

Se le vie aeree non sono ristrette nel momento in cui si effettua il test, la diagnosi può essere confermata con il challenge test, che misura la funzionalità polmonare dopo la somministrazione con un farmaco che restringe le vie aeree. Questi farmaci non hanno un effetto apprezzabile sugli individui sani, mentre causano un restringimento delle vie aeree nelle persone asmatiche. I pazienti con asma possono essere anche sottoposti a test da sforzo, per valutare l’asma dopo l’attività fisica.

Oltre alla diagnosi, è importante per il medico e per chi soffre di questa patologia anche l’identificazione dei fattori scatenanti.

I test allergologici e cutanei possono essere utili se a provocare i sintomi asmatici sono uno o più allergeni.

I trattamenti per l’asma si dividono in terapie di mantenimento, che servono a prevenire gli attacchi o a trattare quelli di lieve entità, e terapie cosiddette “salvavita” che vengono utilizzate nel caso di attacchi acuti e più gravi.

Per il trattamento dell’asma vengono utilizzati due tipi di farmaci: gli antinfiammatori e i broncodilatatori. Solitamente a cambiare è il dosaggio, a seconda dell’entità dell’attacco.

I farmaci antinfiammatori riducono l’infiammazione che restringe le vie respiratorie e tra i più usati ci sono i corticosteroidi, gli inibitori dei leucotrieni e gli stabilizzanti dei mastociti. I broncodilatatori rilassano le vie aeree e comprendono farmaci beta-adrenergici, anticolinergici e metilxantine.

Gli attacchi d’asma, soprattutto quando sono gravi, devono essere gestiti in maniera tempestiva e specialistica. Gli asmatici che sono soggetti a crisi forti e improvvise possono perdere conoscenza prima di assumere la terapia.

Nei casi più lievi, invece, le persone con asma possono usare un inalatore per assumere una dose di agonista beta-adrenergico ad azione rapida.

Principali trattamenti (Linee Guida GINA 2017):

  • Farmaci per il controllo dell’asma
    – Glucocorticosteroidi inalatori (ICS)
    – ICS + ß2-agonisti a lunga durata d’azione (LABA)
    – Antagonisti recettoriali dei leucotrieni
    – Anticolinergici (tiotropio)
    – Anti-IgE
    – Anti-IL5
    – Glucocorticosteroidi orali
    – Metilxantine a lento rilascio
    – Cromoni
  • Farmaci per il sollievo dei sintomi
    – ß2-agonisti inalatori a rapida azione
    – Glucocorticosteroidi sistemici (per le riacutizzazioni)
    – Anticolinergici a rapida azione (gravi riacutizzazioni)

L’asma è una malattia cronica da cui non si può guarire, ma che sicuramente può essere trattata e prevenuta, a seconda della frequenza degli attacchi e degli stimoli che li scatenano.

Oltre alla terapia di mantenimento prescritta dal medico, che le persone asmatiche possono assumere regolarmente a scopo preventivo, si possono adottare degli accorgimenti per evitare gli attacchi d’asma.

Ad esempio, conoscere gli stimoli che innescano l’attacco può essere molto utile: evitare il fumo di sigaretta, o evitare il contatto con persone che hanno infezioni a carico delle vie respiratorie, possono essere delle valide misure preventive.



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