EMICRANIA



L’emicrania è una delle forme più comuni di cefalea. Essa è da considerare come una patologia multifattoriale con cause multiple, a cui si associa l’influenza di fattori ambientali. Dall’interazione di queste due componenti scaturisce la notevole variabilità nell’espressione clinica di tale patologia.

L’emicrania rappresenta la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante del genere umano secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’emicrania colpisce circa il 12% degli adulti, in particolare le donne, che sono colpite tre volte più degli uomini. Anche se può insorgere a qualsiasi età, il picco massimo di incidenza si ha tra i 30 e i 40 anni, e diminuisce drasticamente durante la terza età. Il 27% delle donne sono colpite da emicrania nel periodo compreso tra pubertà e menopausa

Le cause dell’emicrania possono dipendere da fattori genetici o ambientali e sono generalmente difficili da identificare.

I quadri clinici possono essere molto diversi, anche se quelli che costituiscono il più frequente motivo di visita medica sono rappresentati dall’emicrania senz’aura e dall’emicrania con aura. La forma più comune (circa l’85% dei casi) è l’emicrania senz’aura. Si tratta, secondo la classificazione dell’International Headache Society (IHS) di “Un disordine cefalalgico ricorrente, che si manifesta con attacchi che durano dalle 4 alle 72 ore”. Caratteristiche tipiche sono la localizzazione unilaterale (ma non esclusivamente), l’intensità moderata o severa, l’aggravamento in seguito ad attività fisiche di routine e l’associazione con nausea, vomito, foto-fonofobia. L’emicrania con aura ha una frequenza decisamente inferiore, la peculiarità di questa forma particolare di emicrania risiede nella presenza, precedentemente alla fase algica, dello scatenarsi di fenomeni tipici di carattere pressoché costantemente neurologici, che possono essere di tipo visivo (scintillii, flash luminosi, spettri di fortificazione, linee a zig-zag, offuscamento della vista) o fisico-sensoriali (parestesie, formicolii, disartria, difficoltà di movimento). Il dolore ha più spesso sede unilaterale.

Le cellule nervose delle persone che soffrono di emicrania sono particolarmente sensibili e per questo motivo sono maggiormente suscettibili agli stimoli, ai quali reagiscono producendo attività elettrica. In particolare, l’emicrania si manifesta quando viene stimolato il nervo trigemino, che invia impulsi al cervello dagli occhi, dal cuoio capelluto, dalla fronte, dalle palpebre superiori, dalla bocca e dalla mascella. Il nervo stimolato può rilasciare sostanze che causano un’infiammazione dolorosa nei vasi sanguigni del cervello e nei tessuti che lo ricoprono: è proprio questa infiammazione a causare cefalea, nausea, vomito e sensibilità alla luce e ai rumori. Quando questo accade, alcune funzioni, come la vista, le sensazioni, l’equilibrio, la coordinazione muscolare e il linguaggio, possono essere temporaneamente alterate.

Un raro sottotipo di emicrania, l’emicrania emiplegica familiare, è associato a un difetto genetico sui cromosomi 1, 2 o 19. In generale si pensa che l’emicrania abbia una componente ereditaria, poiché almeno la metà delle persone che ne soffre ha genitori con lo stesso disturbo, ma non si conoscono ancora le cause genetiche dei tipi più comuni.

sono alcuni fattori in grado di scatenare gli attacchi di emicrania:

  • le oscillazioni dei livelli di estrogeni, i principali ormoni femminili, in alcune fasi della vita della donna, come ad esempio durante la pubertà, le mestruazioni, dopo il parto, prima della menopausa (questo spiega la prevalenza della patologia nel sesso femminile);
  • l’assunzione di pillole anticoncezionali che contengono estrogeni, che possono aggravare le emicranie e possono aumentare il rischio di ictus nelle donne che soffrono di emicrania con aura. Per questo motivo gli anticoncezionali combinati sono controindicati nelle donne affette da emicrania con aura.
  • la mancanza di sonno e l’insonnia;
  • i cambiamenti del tempo, in particolare della pressione atmosferica;
  • ingerire vino rosso o alcuni alimenti particolari (agrumi, cipolle, olive in salamoia, frutta secca, il pane e pizza appena sfornati, banane mature, cioccolato, fritti…);
  • la fame (quando si saltano i pasti);
  • una stimolazione eccessiva dei sensi (ad esempio con luci lampeggianti oppure odori forti);
  • lo stress.

L’emicrania si manifesta con un dolore molto forte, a volte pulsante, da un lato della testa, anche se a volte può essere presente su entrambi i lati. In alcuni casi il dolore è talmente forte da essere invalidante: le persone possono essere costrette a ritirarsi in una stanza buia e dormire, perché tipicamente le emicranie passano durante il sonno. In questi casi chi soffre di emicrania può non essere in grado di svolgere le proprie attività quotidiane.

L’emicrania può essere accompagnata da nausea e vomito, sensibilità alla luce, ai rumori e agli odori.

Prima dell’insorgenza dell’attacco, spesso si manifestano delle sensazioni che ne indicano l’inizio imminente, come cambi di umore e nausea, dette prodromi.

Nel 25% delle persone in cui l’emicrania è preceduta dall’aura, gli attacchi sono preceduti da anomalie temporanee e reversibili della vista, della sensibilità, dell’equilibrio, del coordinamento muscolare o del linguaggio. Le persone possono vedere luci tremolanti, scintillanti o lampeggianti o una macchia scura con bordi indefiniti. L’aura dura da alcuni minuti a un’ora prima dell’attacco e può continuare dopo l’inizio della cefalea.

Gli attacchi di emicrania possono durare da qualche ora ad alcuni giorni e tendono a diventare più leggeri con l’avanzare dell’età.

L’emicrania viene diagnosticata da un medico neurologo, spesso in centri specializzati, sulla base dei sintomi e tramite esame obiettivo. La tomografia computerizzata e la risonanza magnetica possono essere utili per confermare la diagnosi o nei casi in cui la cefalea dia sintomi diversi da quelli abitualmente lamentati dal paziente. In questo caso bisogna fare particolare attenzione perché il dolore potrebbe essere dovuto ad altre patologie serie (meningite, glaucoma, emorragie…).

Le terapie disponibili permettono di controllare i sintomi più invalidanti dell’emicrania.

Molto spesso il medico consiglia di annotare su un diario tutti gli attacchi: quando si presentano, la durata, l’intensità, se ci sono dei fattori scatenanti e come rispondono al trattamento. In questo modo il medico e il paziente possono capire meglio perché si manifestano ed eliminare i fattori scatenanti, per poi procedere alla scelta della migliore terapia.

I farmaci vengono usati per tre diversi scopi: prevenire l’emicrania, bloccarla e controllare il dolore. È consigliato assumerli non appena ci si rende conto che l’attacco di emicrania sta iniziando, per avere la massima efficacia.

Per prevenire gli attacchi nelle persone che soffrono di emicranie frequenti o invalidanti, può essere d’aiuto assumere ogni giorno alcuni tipi di farmaci:

  • beta-bloccanti
  • anticonvulsivanti
  • amitriptilina

I farmaci che invece sono in grado di arrestare la progressione dell’emicrania una volta insorta sono:

  • i triptani, (antagonisti della 5-idrossitriptamina [5-HT] o serotonina), che impediscono ai nervi di rilasciare le sostanze che possono scatenare le emicranie
  • La diidroergotamina, che viene somministrata per interrompere le emicranie persistenti e gravi, spesso insieme a un farmaco che allevia la nausea.
  • I farmaci antiemetici, che possono essere utilizzati per alleviare cefalee di intensità da lieve a moderata in persone che non tollerano i triptani o la diidroergotamina.

Per controllare i sintomi dolorosi vengono invece prescritti:

  • antidolorifici, come farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o paracetamolo;
  • analgesici che contengono caffeina, barbiturici o oppioidi (quando gli altri trattamenti sono inefficaci e nel caso di emicranie gravi).





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