CARCINOMA POLMONARE



Il tumore del polmone rappresenta una delle forme di neoplasia più frequente e a prognosi particolarmente sfavorevole essendo la prima causa di morte per cancro nella popolazione generale 1,2.

Il principale fattore di rischio è rappresentato dal fumo di tabacco, in ogni sua forma1; a causa di una crescente abitudine al fumo, l’incidenza e la relativa mortalità sono in aumento nelle donne, in controtendenza con le statistiche riportate tra la popolazione maschile1,2.

Nella maggior parte dei casi viene diagnosticato in fase avanzata di malattia1, dove la terapia farmacologica sistemica rappresenta l’unico trattamento proponibile (in associazione eventualmente a trattamenti loco-regionali palliativi).

La diagnosi si avvale dell’ esame obiettivo, indagini di imaging tra cui RX del torace, TC ed in alcuni casi la PET oltre che di fibrobroncoscopia associata o meno ad esame citologico dell’escreato o agoaspirato transtoracico1. La prevenzione secondaria tramite programmi di screening non è uno standard 1, mentre risulta fondamentale la prevenzione primaria e in particolare le azioni che incentivino la cessazione della dipendenza dal fumo di tabacco3.

Il tumore polmonare rappresenta una delle patologie oncologiche a maggior incidenza1, costituendo la seconda neoplasia più frequente negli uomini (15%) e la terza nelle donne (12%), 11% di tutte le nuove diagnosi di neoplasia nella popolazione adulta (14% negli uomini e 12% nelle donne). Rappresenta la seconda neoplasia più frequente negli uomini al di sopra dei 50 anni1. Si stima che 1 uomo su 10 e 1 donna su 39 possano svilupparlo nel corso della vita1.

Nonostante l’alta incidenza, i casi prevalenti (circa 104.000 nel 2018) contribuiscono solamente per circa il 3% al totale dei pazienti con diagnosi di cancro in Italia. Il motivo di ciò risiede nel tutt’ora alto tasso di mortalità di questa patologia 4. Esso infatti rappresenta la prima causa di decesso per tumore tra gli uomini in tutte le fasce di età (il 27% del totale) e la terza nella donna (11% del totale) dopo mammella e colon-retto1.

Si sta assistendo, negli ultimi 10-15 anni, a un calo dell’incidenza e della mortalità nella popolazione maschile, a fronte di un aumento di entrambi gli indicatori nella popolazione femminile, parallelamente ad un incremento dell’abitudine al fumo tra le donne1.

RangoMaschiFemmineTutta la popolazione
Polmone (27%)Mammella (17%)Polmone (12%)
Colon-retto (11%)Colon-retto (12%)Colon-retto (7%)
Prostata (8%)Polmone (11%)Mammella (4%)
Fegato (7%)Pancreas (8%)Pancreas (4%)
Stomaco (6%)Stomaco (6%)Fegato (4%)
Tabella 1 Prime cinque cause di morte oncologica e proporzione sul totale dei decessi oncologici per sesso (mod. da 2)
  • fumo attivo di tabacco: costituisce in assoluto il principale fattore di rischio di insorgenza del tumore del polmone. Circa l’85% dei pazienti risulta essere fumatore attivo o ex-fumatore. Il rischio relativo è legato all’intensità e alla durata dell’abitudine tabagica (massimo per i forti fumatori, oltre le 20 sigarette al giorno). Il rischio negli ex-fumatori si riduce progressivamente nei 10-15 anni successivi alla cessazione1;
  • fumo passivo: aumenta il rischio del 20-50% rispetto ai soggetti non-fumatori1;
  • sostanze di origine lavorativa e/o ambientale: radon, asbesto, cromo, arsenico, berillio, cloruro di vinile, idrocarburi aromatici policiclici ecc.1;
  • inquinamento atmosferico1.

Il tumore del polmone può essere individuato incidentalmente nell’ambito di una RX del torace , all’interno di un programma di screening, o può associarsi a sintomi.

  • sintomi legati a localizzazione del tumore primitivo: tosse, emottisi, emoftoe, dispnea
  • sintomi da invasione locale o compressione di strutture adiacenti: dolore toracico, disfagia, paralisi diaframmatica, sindrome della vena cava superiore etc
  • sintomi e segni risultato di metastasi a distanza: cerebrali, ossee, epatiche, ghiandole surrenali
  • sintomi costituzionali: perdita dell’appetito, di peso, astenia e malessere5

La diagnosi si basa sulla definizione radiologica dell’estensione di malattia (stadiazione clinica) e sull’analisi cito-istologica per la definizione di natura delle lesioni riscontrate6.

Le indagini radiologiche più frequentemente utilizzate, solitamente in un approccio sequenziale, sono:

  • RX del torace6;
  • TC del torace e dell’addome (con mezzo di contrasto iodato se non controindicato): per una definizione anatomica6;
  • PET/TC: per una caratterizzazione metabolica, in particolare negli stati iniziali, nella malattia localmente avanzata e nella caratterizzazione di localizzazioni di malattia dubbie6;
  • TC o RM dell’encefalo con mezzo di contrasto6.
Fig. 1 Diagnosi e stadiazione (mod. da 5)

Le procedure diagnostiche di maggior utilizzo sono:

  • Biopsia attraverso broncospia
  • agobiopsia polmonare TC-guidata
  • biopsia endobronchiale ecoguidata (EBUS)
  • biopsia transesofagea eco-guidata (EUS)
  • mediastinoscopia
  • broncosopia con broncolavaggio (BAL)
  • toracentesi e drenaggio pleurico
  • pericardiocentesi /drenaggio pericardico6;
  • agoaspirato o biopsia transtoracica TC guidata e ECO guidata: in particolare per lesioni subpleuriche o periferiche6;
  • toracentesi con analisi citologica del liquido drenato se presente versamento pleurico6
  • toracoscopia con biopsie pleuriche e analisi citologica del versamento pleurico6;
  • mediastinoscopia1;
  • biopsia chirurgica o biopsia di un sito metastatico6.

Il tumore del polmone è classificato principalmente in tumore polmonare a piccole cellule (SCLC;circa 15%) e tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC)6. In riferimento a quest ultimo l’adenocarcinoma rappresenta il tipo istologico più comune6. La diagnosi si avvale anche della definizione delle caratteristiche del profilo molecolare (analisi di EGFR, ALK, ROS1, PD-L1), ove indicato6.

Prevenzione primaria

Essendo il fumo di sigaretta responsabile almeno dell’80% delle neoplasie polmonari,la prevenzione primaria, intesa come programma strutturato di supporto per la cessazione tabagica, rappresenta ancora il modo più efficace per contrastare l’incidenza di tale patologia e ridurne in maniera significativa la mortalità. Un contributo fondamentale deriva dalla conduzione di campagne di sensibilizzazione1.

Prevenzione secondaria

In Europa sono stati completati e sono tuttora in corso numerosi studi relativi allo screening del tumore del polmone. In particolare i principali Esperti hanno prodotto un position paper nel quale hanno fornito un’argomentazione forte sulla metodologia di sceening da utilizzare con la TC torace a basse dosi. In questo contesto la possibilità di abbinare allo screening radiologico l’analisi di biomarcatori nell’ambito di studi clinici controllati (siano essi plasmatici, quali ad esempio microRNA, DNA tumorale circolante o DNA mitocondriale, o sostanze organiche volatili riscontrate nell’esalato respiratorio) rappresenta una opportunità di grande interesse scientifico, che potrebbe aprire nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento della patologia1.

Biobliografia

  1. Linee guida AIOM Neoplasie del polmone edizione 2019
  2. I numeri del cancro in Italia, rapporto AIOM-AIRTUM 2019
  3. Cancer Progress and Priorities: Lung Cancer. Schabat MB.Cancer Epidemiol Biomarkers Prev; 28(10) October 2019
  4. Linee guida AIOM Neoplasie del polmone edizione 2018
  5. THORACIC TUMOURS edited by R. A. Stahel et al ESSENTIALS forCLINICIANS www.ESMO.org
  6. Cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) Una guida ESMO per il paziente 2019 www.ESMO.org

IT-KEY-00248-W-02/2022