MELANOMA



Il melanoma rappresenta una patologia maligna della cute, con particolare incidenza nelle fasce giovani della popolazione 1.

Oltre alle caratteristiche fenotipiche personali (fototipo cutaneo chiaro, occhi e capelli chiari, presenza di numerosi nevi atipici), il fattore di rischio modificabile più importante risiede nell’esposizione alle radiazioni UV, in particolare l’esposizione solare prolungata con eritema e scottature in giovane età 2.

La corretta esposizione al sole rappresenta un fattore fondamentale nella prevenzione dell’insorgenza di questa patologia. La diagnosi precoce è attuata mediante esame clinico con uso di dermatoscopio 3.

Il trattamento cardine attualmente è rappresentato dall’immunoterapia e terapie a bersaglio molecolare.

Il melanoma cutaneo è una patologia con un’incidenza stimata in Europa di 9 casi/100.000 persone per anno3 e una previsione di 12.300 nuovi casi in Italia nel 2019 2. Se circoscriviamo il calcolo dell’incidenza all’età inferiore ai 50 anni, il melanoma rappresenta, rispettivamente, la seconda (9% dei casi) e la terza (7% dei casi) forma tumorale più frequente in uomini e donne3. L’incidenza risente fortemente della distribuzione geografica, essendo maggiore in Nord America, Europa e Oceania, con un gradiente decrescente da nord a sud a livello europeo e italiano3.

La prevalenza in Italia è di circa 160.000 casi2.

La mortalità per questa patologia si attesta poco oltre i 2 casi/100.000 per anno3, con un rischio “lifetime” di morte per causa specifica di 1/285 negli uomini e 1/520 nelle donne2. La sopravvivenza a 5 anni sfiora il 90%2. La rivoluzione terapeutica, data dall’avvento dell’immunoterapia, sta raggiungendo per i pazienti stadio IV, un obiettivo di lunga sopravvivenza impensabile con la chemioterapia, la sola a disposizione fino a pochi anni fa.

Tra i fattori di rischio nello sviluppo di melanoma si annoverano caratteristiche fenotipiche, eredo-familiari e ambientali3:

  • fenotipo cutaneo chiaro (fototipo 1), occhi chiari, colore rosso o chiaro di capelli, presenza di lentigo2;
  • numero totale di nevi ed in particolare di nevi displasici (maggiore è il numero di nevi e la presenza di displasia, maggiore è il rischio relativo rispetto alla popolazione generale)2;
  • anamnesi personale o familiare positiva per melanoma o carcinomi cutanei o lesioni precancerose3;
  • presenza della mutazione ereditaria del gene CDKN2A2;
  • esposizione solare a radiazioni UV, in particolare esposizione solare intensa e intermittente in età infantile2; pregresse ustioni solari2; esposizione a raggi UV artificiali quali lampade abbronzanti2, maggiormente correlata a sviluppo di melanoma della regione testa-collo2;
  • esposizione ad agenti chimici utilizzati in agricoltura2.

La malattia tipicamente non produce sintomi, se non quando è in stadio avanzato o si è complicata. Il segno evidente è usualmente rappresentato dalla lesione cutanea, che può assumere diversi aspetti a seconda della variante istopatologica. Se ne possono distinguere diversi tipi, principalmente legati a diversi determinanti fenotipici e ambientali alla base2.

La diagnosi è inizialmente clinica, con alta sensibilità se affidata a mani (ed occhi) esperti, essendo sempre valida la regola dell’ABCDE, acronimo che descrive le 5 caratteristiche tipiche di una lesione cutanea sospetta (3), valutabili all’analisi dermatoscopica:

  • asimmetria della lesione;
  • bordi irregolari;
  • colore variabile,
  • dimensioni superiore a 5-6 millimetri;
  • evoluzione della lesione nel tempo.

La conferma è istologica, essendo necessaria la biopsia incisionale o escissionale (quest’ultima preferibile, eseguita da chirurgo o dermatologo, possibilmente completa con margini di tessuto sano). L’escissione completa, con eventuale analisi del linfonodo sentinella e/o allargamento quando indicato, ha anche intento curativo negli stadi precoci3.

Sulla biopsia, oltre all’istotipo, vengono valutate le caratteristiche cliniche (fase di crescita, spessore di Breslow, livello di Clark, ulcerazione, indice mitotico, linfociti infiltranti il tumore, regressione, invasione vascolare) e molecolari (BRAF/NRAS/MEK/c-KIT)3.

Fig. 1 La Regola dell’ABCDE (mod. da 1)

  • Prevenzione primaria: si basa sull’attenzione posta nel ridurre al minimo l’esposizione a situazioni che aumentino il rischio di insorgenza di melanoma cutaneo. Le indicazioni principali da seguire sono: evitare l’esposizione prolungata alla luce solare; preferire l’esposizione intermittente e graduale evitando le ore centrali della giornata3; utilizzare metodi di foto-protezione come indumenti e accessori e creme con filtro solare quando esposti3; evitare di esporsi a fonti artificiali di UV come lettini e lampade abbronzanti3. In caso di soggetto con melanoma multiplo è indicato il test genetico per la valutazione della mutazione di CDKN2A3.
  • Prevenzione secondaria: consiste nella diagnosi precoce delle lesioni cutanee e del loro trattamento. Nei soggetti con nevi multipli e lesioni cutanee sospette è indicato l’esame clinico combinato con dermatoscopia, che si è dimostrato essere un approccio più sensibile del solo esame ad occhio nudo3.

Bibliografia

  1. Website IMI (Intergruppo Melanoma Italiano)
  2. I numeri del cancro in Italia, rapporto AIOM-AIRTUM 2019
  3. Linee Guida AIOM Melanoma, edizione 2018

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