DIFTERITE



La Difterite è una malattia infettiva causata dai diversi ceppi dal batterio Corynebacterium diphtheria, che colpisce le vie respiratorie primarie, producendo una tossina in grado di inibire le funzioni cellulari, in particolare del cuore, del rene e del sistema nervoso1,2.

Il batterio si trasmette attraverso il contatto fisico o la diffusione aerea di secrezioni da parte di un individuo contagiato (colpi di tosse, secrezioni nasali). La patologia ha una fase acuta caratterizzata da mal di gola, febbre bassa e ingrossamento delle ghiandole del collo, e la tossina può, nei casi più severi, causare miocardite e neuropatia periferica1.

La malattia coinvolge quasi ogni mucosa ed in relazione alla localizzazione può essere distinta in2:

  • Rinite difterica: caratterizzata da perdite nasali muco-purulenti che si possono sporcare di sangue. Una membrana bianca si forma solitamente sul setto nasale. L’evoluzione è benigna perché la tossina difterica rimane localizzata a livello nasale e non si diffonde nell’organismo2.
  • Faringite difterica: i primi sintomi sono malessere, mal di gola, inappetenza, febbricola. Dopo 2-3 giorni, si forma una membrana bianco-bluastra, circondata da un alone eritematoso, che copre una parte più o meno estesa del palato molle. La membrana è adesa ai tessuti e sanguina se viene rimossa. Se di grandi dimensioni può dare ostruzione respiratoria. I pazienti con malattia grave possono sviluppare un marcato gonfiore sotto la mandibola e davanti il collo con tipo aspetto di “collo taurino”2.
  • Laringite difterica: si può manifestare come complicanza della faringite difterica o può coinvolgere solo la laringe. La sintomatologia è data da febbre, raucedine, tosse canina. La formazione di membrane nella laringe può determinare ostruzione delle vie aeree2.
  • Difterite cutanea: molto rara e si manifesta prevalentemente nelle zone tropicali con manifestazioni gangrenose2.
  • Altri siti coinvolti sono la congiuntiva, il canale uditivo esterno o l’area vulvo-vaginale2.

Generalmente la malattia ha un decorso benigno e la gravità dipende dalla diffusione della tossina. Le complicanze interessano il sistema respiratorio (ostruzione delle vie aeree), il cuore (miocardite), i reni (insufficienza renale) e il sistema nervoso (neuropatia periferica). La letalità varia dal 3% al 23% in relazione alla forma clinica e alla possibilità di trattamento2.

La Difterite ha esiti fatali nel 5 – 10% dei casi, con un tasso di mortalità superiore nei bambini più piccoli. Il trattamento si basa sulla somministrazione dell’ antitossina difterica per neutralizzare gli effetti della tossina e sul trattamento antibiotico per colpire il batterio1.

La vaccinazione contro la difterite ha ridotto drasticamente la morbidità e la mortalità legate alla patologia. Tuttavia, la difterite è ancora considerata un grave problema di salute pubblica nei paesi con basse coperture vaccinali.

L’incidenza della malattia a livello mondiale è in riduzione a partire dal 1980-1981 in relazione all’incrementarsi delle coperture vaccinali. Nel 2011 sono stati segnalati all’OMS un totale di 4.880 casi contro i 97.164 verificatisi nel 19802. Nei Paesi dell’ex Unione Sovietica negli anni ’90 si è verificata una vasta epidemia, con 157.000 casi riportati e 5.000 morti e tra le cause, un fattore importante è stata la mancanza di vaccinazioni di routine degli adulti.

In Italia, dove la copertura vaccinale supera il 90%, l’ultimo caso di difterite segnalato risale al 19962.Tuttavia il Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato che in Italia, dal 2015 ad oggi si è assistito a un aumento delle segnalazioni di infezioni causate da Corynebacterium diphtheriae. In totale sono stati notificati 8 casi tra cui 1 segnalato nel 2016 nel Nord Italia, dovuto al batterio produttore di tossina e responsabile di difterite cutanea3.

La vaccinazione antidifterica rimane l’unico strumento utile per la prevenzione di questa malattia, per questo motivo è importante seguire la raccomandazione del Ministero della Salute ed effettuare un booster del vaccino anti-difterite (dTpa) ogni 10 anni. Infatti, studi sieroepidemiologici hanno dimostrato che i livelli anticorpali negli adulti tendono a diminuire diventando nel tempo non protettivi4.

Bibliografia

IT-NON-00512-W-06-2023