HERPES ZOSTER



L’Herpes Zoster (conosciuto anche come Fuoco di S. Antonio) è una patologia comune e debilitante causata dalla riattivazione del virus della Varicella Zoster (VZV), lo stesso virus che provoca la varicella. 

Il virus riattivato causa una manifestazione cutanea dolorosa, di solito su un’area di cute definita dermatomero, che può durare 2-4 settimane1.

Dopo un episodio di varicella, solitamente da bambini, il virus della Varicella Zoster rimane nel sistema nervoso in uno stato latente, a livello dei gangli sensitivi. Può così riattivarsi in qualunque momento2.

La riattivazione è sicuramente correlata con l’aumentare dell’età e il declino fisiologico del sistema immunitario (immunosenescenza), ma chiunque abbia contratto la varicella potrà sviluppare l’Herpes Zoster successivamente, molto spesso diversi anni dopo l’infezione.

In Europa, quasi ogni adulto (oltre il 95%) ha contratto la varicella ed è quindi a rischio di sviluppare l’Herpes Zoster1,3,4.

Si stima che circa 1 persona su 4 in Europa potrà manifestare un episodio di Zoster nel corso della propria vita5,6 e sono circa 1,7 milioni i nuovi casi di Herpes Zoster registrati ogni anno in Europa7,8, circa 157.000 i nuovi casi di Zoster che si stimano ogni anno in Italia nelle persone >50 anni9

Non è possibile prevedere chi si ammalerà di Herpes Zoster, ma invecchiando il nostro sistema immunitario si indebolisce, quindi la possibilità di contrarre l’Herpes Zoster aumenta. 

Diverse patologie croniche si associano ad un aumentato rischio di Herpes Zoster, che in ogni caso aumenta con l’aumentare dell’età10

Tra le condizioni patologiche che possono modificare l’immunità cellulo-mediata specifica verso il VZV e quindi aumentare il rischio di HZ, si annoverano: 

  • Il diabete 
  • La BCPO 
  • Patologie cardiovascolari 

Il diabete è una delle condizioni che modifica l’immunità cellulo-mediata e alcuni studi suggeriscono un aumento del rischio di Herpes Zoster in pazienti diabetici11

Numerose evidenze riportano anche un’associazione tra Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) e aumento del rischio di sviluppare Herpes Zoster, probabilmente a causa della infiammazione cronica12

La rilevanza clinica dell’Herpes Zoster è stata confermata anche dall’associazione tra episodio acuto di Zoster e aumento del rischio di ictus ischemico: le curve di sopravvivenza di questi pazienti mostrano che dopo un episodio di Herpes Zoster aumenta la mortalità per ictus ischemico13.

Lo Zoster si sviluppa quando Il virus VZV si riattiva nel sistema nervoso e si replica lungo il nervo fino a coinvolgere l’area della cute innervata dalle terminazioni nervose.5

Tra i primi sintomi della patologia possono esservi mal di testa, affaticamento ed un malessere generale a cui segue un coinvolgimento cutaneo caratterizzato da dolore, bruciore o fitte, prurito e irritazione. Il dolore si manifesta di solito su un lato nella parte superiore del corpo oppure sul viso, il collo, gli occhi. 5

In pochi giorni, l’area interessata diventa eritematosa e successivamente presenta vescicole piene di liquido, che dopo essersi aperte, si trasformano in croste, fino alla guarigione. 5

Quando l’Herpes Zoster coinvolge la divisione oftalmica del nervo trigemino si parla di Herpes Zoster Oftalmico (HZO), che rappresenta il 10-20% dei casi di Herpes Zoster. 1 persona su 2 colpita da HZO può sviluppare complicanze oculari severe sino alla cecità14.

Il quadro clinico acuto dura circa 2-4 settimane, ma l’Herpes Zoster può portare a complicanze debilitanti e potenzialmente gravi. 5

Il dolore può cronicizzare dando origine ad una forma di neuropatia, definita post erpetica (PHN–Post Herpetic Neuralgia), caratterizzata da un dolore di tipo neuropatico clinicamente rilevante15. Viene definito Nevralgia Post Erpetica un dolore neuropatico che dura almeno 3 mesi dopo la scomparsa del rash dello Zoster. Circa il 20-50% delle persone colpite dallo Zoster svilupperà una nevralgia post-erpetica16

Il dolore, di tipo neuropatico, è una conseguenza diretta della risposta al danno al nervo periferico causata dalla replicazione del virus nelle terminazioni nervose17,18.

La lunga durata della Nevralgia Post Erpetica rende il suo impatto sulla vita del paziente estremamente gravoso: due terzi dei pazienti con dolore persistente riportano un effetto sulle attività della vita quotidiana da moderato a molto severo19. Il dolore coinvolge tutti gli aspetti della vita: sociale, mentale, fisico e funzionale15,19,20.

La Nevralgia Post Erpetica è uno stato doloroso prolungato avvertito come bruciore, fitte o sensazione di martellamento. In alcune persone la Nevralgia Post Erpetica si manifesta in forma così severa da impedire il proseguimento di una vita normale – persino un leggero soffio di vento contro la pelle può essere doloroso e angosciante.

Il dolore forte può durare settimane, mesi o persino anni21

La Nevralgia Post Erpetica è la complicanza più comune dell’Herpes Zoster ma è impossibile prevedere chi soffrirà di questo dolore neuropatico cronico. In ogni caso la probabilità di contrarlo e la durata della sofferenza aumentano significativamente con l’età.

L’Herpes Zoster può portare inoltre ad altre complicanze come infezioni cutanee, perdita permanente dell’udito o infiammazioni cerebrali (encefalite) e viscerali22.

L’Herpes Zoster comporta anche un numero importante di ospedalizzazioni: nel periodo 1999-2005 vi sono state 35.328 ospedalizzazioni per Zoster (SDO = ICD9-CM 053), e il 62% dei ricoveri è stato registrato in soggetti di età superiore a 65 anni, con una durata media della degenza di 8 giorni e un totale di oltre 22 mila giornate di degenza all’anno23.

Attualmente non sono disponibili trattamenti medici che possono prevenire l’insorgenza dell’Herpes Zoster e della Nevralgia Post Erpetica; le opzioni terapeutiche sono parzialmente efficaci e la gestione clinica della nevralgia Post Erpetica è complessa e spesso insoddisfacente24.

L’obiettivo del trattamento dell’Herpes Zoster è limitare la replicazione virale e alleviare il dolore durante la fase acuta della malattia25

Il trattamento non è in grado di prevenire l’insorgenza della Nevralgia Post Erpetica.

Per aiutare a ridurne la durata e la severità si possono somministrare farmaci antivirali entro le 72 ore successive alla manifestazione dello sfogo cutaneo.. I farmaci possono essere somministrati anche per alleviare il dolore causato dall’Herpes Zoster, ma il controllo del dolore può essere difficile e richiedere una combinazione complessa di terapie.

Lo Zoster e le sue complicanze comportano anche un elevato costo non solo per il SSN, ma anche sociale:

  • I costi dell’Herpes Zoster non sono associati soltanto a cure e ospedalizzazione. Dopo il primo manifestarsi della patologia, alcuni pazienti possono andare in pensione anticipatamente o diventare sempre più dipendenti dal caregiver.
  • Il virus e le sue complicanze sono responsabili di costi sanitari sostanziali e di costi indiretti, in termini di perdita di produttività sia dei pazienti che dei familiari che se ne prendono cura.

Uno studio condotto in Italia mette in evidenza come l’implicazione economica, ovvero il budget impact a livello nazionale di Herpes Zoster e Nevralgia Post Erpetica si attesti a circa 49 milioni di euro/anno9, comprendendo costi diretti (visite, cure, ospedalizzazioni) e indiretti (perdita di produttività). Questi ultimi rappresentano circa 1/3 dei costi totali e quindi circa 15,4 milioni di euro/anno, i restanti 33,7 sono i costi diretti9.

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IT-CIN-00002-W-06/2023