Hib



L’Haemophilus influenzae di tipo B (Hib) è un batterio Gram-negativo che causa la meningite e infezioni respiratorie acute, prevalentemente nei bambini. Sia nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo, è un’importante causa di meningiti non epidemiche nei bambini più piccoli, ed è frequentemente associato a gravi sequele neurologiche, anche nei casi in cui venga prontamente somministrata una terapia antibiotica. Nei paesi in via di sviluppo, l’Hib è inoltre una delle principali cause di polmonite nei bambini. Altre gravi manifestazioni, anche se meno frequenti, sono l’epiglottite, l’osteomielite, l’artrite settica e la setticemia1. Haemophilus influenzae è un batterio capsulato di cui si descrivono 6 tipi diversi in base alla composizione della capsula, denominati dalla a alla f. L’Hib è il responsabile del 95% dei casi di tutte le forme invasive da Haemophilus influenzae nelle persone suscettibili ed è una causa importante di infezioni che risultano fatali soprattutto nella popolazione infantile2.

La trasmissione avviene attraverso contatto diretto, con inalazione di goccioline emesse con le secrezioni naso-faringee da parte di malati e/o portatori; dall’introduzione del vaccino, è diventato raro lo stato di portatore. Le infezioni da Hib sono maggiormente frequenti in autunno e in primavera. La contagiosità dell’Hib è limitata, tuttavia, in caso di ambienti affollati (asili, scuole), si possono verificare piccole epidemie2.

Le malattie invasive causate da Hib possono interessare diversi organi. I tipi più comuni di malattia invasiva sono la meningite, l’epiglottite, la polmonite, l’artrite, e la cellulite2.

  • La Meningite è un’infezione delle membrane che rivestono il cervello ed è la più comune tra le malattie invasive da Hib (dal 50% al 65% dei casi in era pre-vaccino). I sintomi tipici di meningite sono febbre, alterazione dello stato mentale e rigidità del collo. La letalità della meningite da Hib è del 2%-5% anche con una appropriata terapia antibiotica. Chi guarisce dalla meningite può avere però conseguenze neurologiche nel 15-30% dei casi2
  • L’Epiglottite è un’infezione della epiglottide, quella struttura della gola che ricopre e protegge la laringe durante la deglutizione. L’epiglottite è pericolosa perché può causare una ostruzione delle vie aeree con rischio di morte per soffocamento2
  • Altre manifestazioni comuni della malattia invasiva sono l’artrite settica (infezione delle articolazioni), la cellulite (un’ infezione rapidamente progressiva della pelle che di solito interessa faccia, testa, o collo), e la polmonite2
  • L’osteomielite e la pericardite sono forme meno comuni di malattia invasiva2

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che nel 2000, a livello mondiale, l’Haemophilus influenzae abbia causato 2-3 milioni di casi di malattia invasiva – soprattutto polmoniti e meningiti – e 386.000 morti in età pediatrica. La malattia da Hib è osservata in tutto il mondo ma è difficile stimare in modo accurato la sua estensione perché la conferma di malattia richiede l’esecuzione tempestiva di esami di laboratorio. In generale, si ha una diversa manifestazione della malattia causata da Hib nei Paesi in via di sviluppo rispetto ai Paesi industrializzati. Nei primi, le manifestazioni principali sono le infezioni delle prime vie aeree e le polmoniti. Nei secondi, invece, la malattia si presenta soprattutto come meningite o come sepsi2.

Negli Stati Uniti, in epoca pre-vaccinale, venivano notificati circa 20.000-25.000 casi all’anno di meningite da Hib. La vaccinazione anti Hib, introdotta negli USA nel 1987, ha portato ad una drastica riduzione dei casi Dopo solo due anni dall’introduzione della vaccinazione, la malattia era pressoché scomparsa2.

In Europa, secondo i dati dell’ECDC (European Centre for Disease prevention and Control) nel 2014 sono stati segnalati 2.799 casi di malattia invasiva da Haemophilus influenzae3. In Italia, data la gravità di queste malattie, dal 1994 è attivo un sistema di sorveglianza nazionale delle meningiti, istituito dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità con la partecipazione di tutte le Regioni. Nel nostro Paese, dall’introduzione del vaccino anti-Hib nel 1995, vi è stata una progressiva diminuzione dei casi di malattia da Hib, passando da 63 casi notificati nel 1998 a 5 casi notificati nel 2003. Questi importanti risultati sono da attribuire all’ elevata copertura vaccinale presente nel nostro Paese. In Italia, nel 2012 è stato segnalato un solo caso di malattia invasiva seguita da decesso2.

Bibliografia

IT-NON-00512-W-06-2023