PNEUMOCOCCO



Streptococcus pneumoniae o pneumococco è un batterio diplococco gram-positivo che rappresenta una delle maggiori cause di mortalità e morbilità in tutto il mondo2.

Sono noti più di 93 tipi diversi (sierotipi) di Pneumococco, che differiscono per le caratteristiche chimiche e sierologiche dei polisaccaridi che costituiscono la sua capsula batterica. Degli oltre 90 sierotipi, circa 30-40 sono in grado di procurare infezioni nell’uomo e, tra questi, 15 sierotipi da soli causano l’80% delle infezioni pneumococciche invasive (IPD) nel mondo2.

Lo Pneumococco o Streptococcus pneumoniae è un batterio molto diffuso che si ritrova comunemente nel tratto respiratorio superiore (naso e gola) di bambini e adulti sani. Si valuta che il 30-70% delle persone sane, i bambini più frequentemente degli adulti, sia portatore dello Streptococcus pneumoniae1. In condizioni normali di immunità lo Pneumococco si localizza nelle vie aeree senza dare alcun disturbo; nella maggior parte dei casi, pertanto, il portatore non sa di ospitare tale germe.

Lo Pneumococco circola con facilità da soggetto a soggetto; la trasmissione avviene attraverso l’aria tramite le goccioline di saliva emesse con starnuti, tosse o con il semplice parlare oppure tramite lo scambio di materiale contaminato dalle secrezioni respiratorie delle persone portatrici del batterio. I casi di malattia si verificano soprattutto nel periodo invernale, quando sono frequenti le sindromi da raffreddamento e l’influenza, che ne predispongono l’insorgenza. Le infezioni hanno carattere sporadico, le epidemie sono poco comuni ma si possono verificare in ambiti di comunità ristrette come gli asili, le scuole e altre istituzioni1.

La comparsa di sintomi nelle persone portatrici dello Pneumococco è legata a condizioni che alterano l’integrità della mucosa delle vie respiratorie, come concomitanti infezioni virali, oppure a malattie che riducono l’efficienza del sistema immunitario1. Le persone più a rischio di sviluppare una infezione grave sono i bambini, soprattutto nei primi due anni di vita, e gli anziani (convenzionalmente si considerano a maggior rischio i soggetti con più di sessantacinque anni). Sono considerate a rischio anche persone che soffrono di patologie che deprimono il sistema immunitario, persone con malattie croniche (come il diabete, le cardiopatie, le malattie del fegato, l’insufficienza renale, le malattie del sangue) e persone a cui è stata tolta la milza1.

L’infezione si manifesta solitamente con sintomi a carico del tratto respiratorio superiore, dove tale batterio si localizza, dando quadri di otite e sinusite. Nel caso in cui i germi si riproducano in distretti del corpo dove normalmente non sono presenti, come il sangue, il liquor (liquido trasparente che avvolge il cervello e il midollo spinale) o i polmoni, la malattia si manifesta in forma grave, con quadri rispettivamente di batteriemia, meningite e polmonite1.

La batteriemia, ovvero la presenza di batteri nel sangue, può causare il decesso nonostante la terapia appropriata e la terapia intensiva.

I batteri pneumococcici posso causare la meningite pneumococcica. I sintomi di questa non sono distinguibili da quelli di altre meningiti batteriche e includono febbre, mal di testa, vomito e rigidità del collo. La meningite pneumococcica può avere esito fatale.

Il sistema di sorveglianza delle malattie batteriche invasive, attivo nel nostro Paese, ha riportato nel 2011 almeno 260 casi di meningite da Pneumococco, pari a più del 70% di tutti i casi di meningite batterica notificati. Nei bambini la meningite è la manifestazione più frequente di infezione grave da Pneumococco, mentre le altre fasce di età (adulti e anziani) sono più spesso colpite da polmonite e batteriemia. Le infezioni invasive sono anche la causa più frequente di ricovero ospedaliero nei bambini e negli adulti. Alcuni dati forniti dall’OMS, relativamente all’Europa e agli Stati Uniti, riconducono allo Pneumococco il 30-50% delle polmoniti che, per la loro gravità, richiedono il ricovero in ospedale; tale percentuale sarebbe più alta nei bambini, visto che alcune stime riconducono allo Pneumococco quasi l’80% delle polmoniti lobari (in cui cioè l’infiammazione coinvolge una ampia porzione di lobo polmonare)1.

Queste gravi forme di infezione, dette forme invasive, possono progredire fino alla sepsi, una condizione ad elevatissima mortalità caratterizzata dalla invasione disseminata dei batteri nel sangue1.

La mortalità delle infezioni gravi da Pneumococco può raggiungere il 20%, con una ampia variabilità che dipende soprattutto dall’età della persona (aumenta con l’aumentare dell’età) e dalla comorbidità (aumenta se la persona soffre di più malattie). Temibile per la popolazione anziana è la polmonite da Pneumococco, la cui mortalità può raggiungere valori del 30-40%, nonostante le terapie antibiotiche e il ricorso alla terapia intensiva. Per quanto riguarda la meningite, può dare esiti permanenti di disabilità e nei casi più gravi portare a morte; la mortalità arriva al 40% nelle persone adulte mentre è attorno all’1-3% nei bambini al di sotto dei due anni1.

In Italia nel 2014 sono state notificate 952 casi di malattia invasiva da pneumococco, corrispondente a un’incidenza a livello nazionale di malattia invasiva da pneumococco risulta pari a 1,57 casi per 100.000 nel 2014. Osservando l’incidenza per gruppo di età, questa è maggiore negli anziani dopo i 64 anni di età (fascia di età nella quale si verifica anche il maggior numero di casi) e nei bambini nel primo anno di vita. Persiste l’andamento in diminuzione nelle fasce di età da 0 a 5 anni; mentre si nota un aumento nelle altre fasce di età, in particolare negli anziani3.

Relativamente al quadro clinico, la sepsi/batteriemia è il quadro clinico più frequente anche se con distribuzione diversa tra i gruppi di età; tale quadro clinico è più frequente negli ultra-sessantaquattrenni3: nel 2014 si sono avuti casi di Meningite e Sepsi rispettivamente nel 29% e 71% dei casi totali di malattia invasiva da pneumococco per questa fascia di età3.

Le forme gravi di infezione pneumococcica sono particolarmente temibili se si considera anche che lo Pneumococco nel tempo ha sviluppato la capacità di resistere ad alcuni antibiotici di largo uso

Autorizzazione del Ministero della Salute in data 1/08/2019



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Link Utili

http://www.salute.gov.it/
http://www.epicentro.iss.it//
http://www.vaccinarsi.org/



Bibliografia

IT-NON-00472-W-05/2023