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Il talento di questi farmaci, in grado di combattere microrganismi che flagellavano da sempre l’umanità, ha permesso di sconfiggere infezioni di origine batterica che mietevano milioni di vittime.1



Ma che cos’è l’antibiotico-resistenza? Si tratta di un fenomeno naturale accelerato però dall’abuso o dall’uso inappropriato di questi farmaci.2

La protezione del talento degli antibiotici dipende anche da noi: dalle nostre azioni, dalle nostre scelte, dal nostro senso di responsabilità.

La sfida contro i batteri resistenti può essere vinta attraverso l’impegno di tutti per adottare comportamenti consapevoli nell’utilizzo di questi farmaci affinché possano mantenere livelli di efficacia nel tempo.



Antibiotici: una storia da raccontare


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La sfida dell’antibiotico-resistenza

Fin dall’avvento della penicillina, i batteri hanno dimostrato una grande capacità di sopravvivenza mettendo in atto meccanismi di difesa sempre più sofisticati per resistere agli antibiotici.3

Negli ultimi decenni sono comparsi i cosiddetti superbatteri o superbugs3, batteri in grado di resistere a molti o quasi tutti gli antibiotici disponibili. I superbatteri rappresentano una minaccia emergente per la salute, specialmente in ambito ospedaliero dove sono capaci di resistere alla maggior parte degli antibiotici disponibili, rendendo difficile e talvolta impossibile il trattamento di pazienti con sistema immunitario compromesso.3

Ma se gli antibiotici smettessero di essere efficaci, anche infezioni comuni e ferite banali potrebbero tornare a essere letali come avveniva fino al secolo scorso.2

Senza interventi di contrasto, l’antibiotico-resistenza potrebbe arrivare a fare – in tutto il mondo – 10 milioni di vittime all’anno nel 2050.2

Se, da una parte, l’antibiotico-resistenza è un processo naturale, alcuni nostri comportamenti possono contribuire a favorirla o accelerarla.

L’uso degli antibiotici contro influenza e infezioni di origine virale, il mancato rispetto dei dosaggi, la scarsa attenzione a misure igieniche di contrasto alla trasmissione delle infezioni, sono alcuni dei comportamenti che mettono a repentaglio l’efficacia di questi farmaci.

Ognuno di noi può contribuire, attraverso comportamenti consapevoli e informati, ad arginare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Un appropriato utilizzo, ricorrendo sempre al parere del medico, evita l’abuso di questi farmaci e previene la diffusione delle infezioni.



ANTIBIOTICI: 4 REGOLE PER FARLI VINCERE


Il talento degli antibiotici

Gli antibiotici hanno un talento unico, che si concretizza nella loro efficacia contro i batteri. In base al meccanismo d’azione e al bersaglio colpito, gli antibiotici sono raggruppabili in sette classi principali.4


PENICILLINE. La maggior parte dei batteri è dotata di una membrana esterna che funziona come una sorta di “scudo”. Gli antibiotici della sottoclasse dei “beta-lattamici”, come le peniciline (e le cefalosporine) hanno una funzione battericida: impediscono la formazione di questo scudo, causando in questo modo la morte dei batteri. Le penicilline sono antibiotici di prima scelta per trattare numerose infezioni: per esempio quelle delle vie aeree.5


CEFALOSPORINE. Anche le cefalosporine fanno parte della famiglia dei “beta-lattamici”, come le penicilline, e il loro meccanismo d’azione è lo stesso: agiscono sulla sintesi della parete cellulare dei batteri, impedendone la formazione e uccidendoli. Sono efficaci nella terapia di infezioni gravi quali la meningite o la setticemia.5


AMINOGLICOSIDI. Gli aminoglicosidi come le tetracicline e i macrolidi, impediscono ai batteri di produrre le proteine di cui hanno bisogno per crescere e moltiplicarsi. Vengono impiegati prevalentemente per infezioni gravi quali la setticemia e infezioni gravi del tratto urinario come la pielonefrite acuta.


TETRACICLINE. Le tetracicline, come gli aminoglicosidi e i macrolidi, impediscono ai batteri di crescere e moltiplicarsi bloccando la produzione delle proteine (sintesi proteica). Le tetracicline vengono utilizzate per trattare numerose infezioni di batteri, ma di solito vengono prescritte nel trattamento dell’acne grave o della rosacea.5


MACROLIDI. I macrolidi hanno in comune con le tetracicline e gli aminoglicosidi il meccanismo di azione. Sono la seconda classe di antibiotici in ordine di utilizzo, e vengono utilizzati nella cura di infezioni dell’apparato respiratorio come alternativa alla penicillina.5


FLUOROCHINOLONI. I fluorochinoloni agiscono “dall’interno” del DNA: riescono a uccidere i batteri bloccandone la replicazione. Si utilizzano per trattare numerose infezioni, principalmente quelle più gravi (ad esempio alcuni tipi di polmonite, meningite, encefalite).5,6


CARBAPENEMI. I carbapenemi sono efficaci contro molti tipi di batteri, compresi quelli più resistenti ad altri antibiotici. Si utilizzano soprattutto contro infezioni da batteri ospedalieri, come la polmonite nosocomiale.5



La challenge da vincere: 4 fronti dove si decide la sfida


L’antibiotico-resistenza è una sfida che coinvolge tutti e in cui ognuno di noi può fare la differenza con il proprio contributo: a partire dalla formazione delle nuove generazioni e anche tenendo comportamenti adeguati in casa, negli ospedali e verso l’ambiente.

Ecco i fronti aperti per aiutare gli antibiotici a vincere la sfida.

Ospedali


Ospedali e luoghi di cura sono uno dei contesti più importanti nella sfida dell’antibiotico-resistenza.

Secondo alcune stime, nelle strutture ospedaliere si verifica il 75% delle infezioni da batteri resistenti.7

Medici, infermieri, visitatori: è fondamentale che ciascuno faccia la sua parte per far vincere gli antibiotici.

Medici e infermieri seguono ogni giorno i protocolli per contrastare la trasmissione di infezioni, che prevedono misure legate all’igienizzazione di persone e ambienti, alla sterilizzazione di strumenti e macchinari a percorsi per impedire il contatto con persone infette.8

Le norme anti-Covid hanno reso più stringenti le precauzioni per l’ingresso di visitatori che – all’interno degli ospedali – devono attenersi scrupolosamente a norme quali quella di evitare l’uso dei servizi igienici dedicati ai pazienti, non sedersi sui letti di chi è ricoverato, coprirsi in caso di tosse o starnuti.9


Famiglia

Dove si assumono gli antibiotici nella grande maggioranza dei casi? Sicuramente negli ospedali. Ma, ancora più spesso, a casa, in famiglia. Per questo la famiglia è un altro dei fronti decisivi nei quali gioca la sfida dell’antibiotico-resistenza.

È qui, infatti, che si riproducono comportamenti non corretti nell’uso degli antibiotici legati a scarsa informazione, poca consapevolezza, abitudini errate consolidate.

Tra i comportamenti più comuni da evitare, troviamo:10

  • condividere le confezioni iniziate da un altro famigliare;
  • utilizzo errato di questi farmaci in caso di infezioni virali, come influenza e raffreddore;
  • interrompere il trattamento prima del termine indicato dal medico.

La famiglia può diventare il contesto ideale per condividere e diffondere comportamenti virtuosi nell’uso degli antibiotici.

È importante seguire dunque le raccomandazioni del medico e informarsi attraverso fonti scientificamente validate.


Next generation

Gli antibiotici sono gli unici farmaci il cui cattivo uso non si ripercuote solo sulla persona che ne è responsabile, ma anche sulle generazioni future. Saranno i più giovani, infatti, a pagare il prezzo più alto, quando si troveranno ad affrontare batteri sempre più resistenti con antibiotici sempre meno efficaci.

Dalla next generation può arrivare un contributo importante per aiutare gli antibiotici a vincere la sfida dell’antibiotico-resistenza. Nell’età giovanile è più semplice acquisire comportamenti corretti come quello di seguire scrupolosamente le indicazioni del medico o prevenire le infezioni lavandosi spesso le mani.10

La scuola, ad esempio, può essere un luogo per condividere informazioni accurate sul corretto uso degli antibiotici.

Ambiente

L’antibiotico-resistenza ha un impatto notevole nel contesto umano, ma anche in quello veterinario e ambientale.

Per far vincere gli antibiotici bisogna ricordare che salute umana, salute animale e salute ambientale sono strettamente intrecciate. 

Gli animali sono particolarmente esposti agli antibiotici.

Secondo i dati del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza, ben il 50% del loro uso globale è nel settore veterinario, esponendo chi mangia carne ai superbatteri.11

Da questa consapevolezza ha preso vita l’approccio One Health, uno sforzo congiunto con cui professionisti dei settori più diversi si uniscono per:12

  • prevenire e ridurre le infezioni;
  • promuovere un uso prudente degli antibiotici;
  • ridurre l’impatto sulla vita umana, animale e ambientale dell’antibiotico-resistenza.

In Italia, il Ministero della Salute ha adottato il metodo One Health nel 2017, approvando il primo Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR).13

In questo senso, l’antibiotico-resistenza è un problema che riguarda anche gli allevatori, che dovrebbero ricorrere agli antibiotici solo dietro prescrizione veterinaria.

Il tema riguarda anche tutti noi, nella realtà di ogni giorno.

Dobbiamo dare gli antibiotici ai nostri animali domestici solo quando indicato dal veterinario.




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