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Hiv: incidenza sotto il 2% con l’anello vaginale

2018-04-16
Popular Science
 
 
Le donne che fanno uso di un anello vaginale alla dapivirina per la prevenzione dell’Hiv contraggono l’infezione con una frequenza inferiore al 2%, come suggerito dall’analisi interimale dei dati degli studi HOPE e DREAM.
 
Rimane da accertare il reale significato di questo fenomeno nel contesto dei farmaci orali per la prevenzione dell’Hiv e dello svolgimento dei programmi test-and-treat, ma di certo si tratta del minor tasso di Hiv mai osservato in uno studio preventivo, come affermato dall’autore dello studio HOPE Jared Baeten dell’università di Washington.
 
A livello storico, la prevenzione orale dell’Hiv con la combinazione di tenofovir ed emtricitabina si è dimostrata efficace nelle donne soltanto negli studi che hanno preso in considerazione la donna come membro di una coppia sierodiscordante.
 
Gli studi effettuati soltanto sulle donne sono stati arrestati in quanto le partecipanti non facevano abbastanza uso del farmaco esaminato per trarre una qualunque conclusione. Secondo Zeda Rosenberg della International Partnership for Microbicides di Silver Spring, che ha presentato i risultati dello studio DREAM, la costanza dei dati fra i due studi è molto importante, in quanto si è sempre pensato che le donne avrebbero fatto un maggiore uso dell’anello vaginale una volta noti i risultati di uno studio di fase 3.
 
E’ possibile inoltre che l’anello sia ancora più efficace di quanto questi risultati suggeriscano. I dati ad interim non sono stati ancora esaminati per accertare quanta dapivirina sia stata assorbita dall’anello, mentre quando gli studi saranno completi si avrà un’idea migliore di quanto possa essere efficace l’anello con un uso regolare. 
 
Fonte: Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI) 2018
 
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