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Tumori del colon prossimale: inadatto lo screening FIT

12-10-2018
Reuters Health News
 
 
I programmi di screening dei tumori colorettali che si affidano ai test FIT sono meno in grado di rilevare tumori prossimali del lato destro di quanto non lo siano per i tumori distali del lato sinistro. Ciò limita l’efficacia dello screening FIT a lungo termine, dato che i tumori del lato destro sono maggiormente prevalenti nelle popolazioni anziane, come affermato da Manuel Zorzi dell’Azienda Zero di Padova, autore di uno studio condotto su più di 12000 soggetti.

I test FIT rappresentano la base di numerosi programmi di screening per i tumori colorettali in Europa, e sono caratterizzati da elevata sensibilità e da una buona aderenza da parte della popolazione target, ma la biologia dei tumori colorettali cambia con l’avanzare dell’età del paziente.

Come evidenziato dallo studio, i test FIT presentano un’efficacia subottimale nella prevenzione dei tumori del colon destro, il che potrebbe essere dovuto anche al fatto che queste lesioni crescono più rapidamente e sanguinano di meno rispetto a quelle del colon distale, oppure a tempi di transito prolungati, che possono portare alla degradazione dell’emoglobina.

Il miglioramento del rilevamento delle lesioni del colon destro richiede nuove tecnologie o nuovi approcci, come i biomarcatori ad elevata performance, che possono aggiungersi ai FIT o sostituirli, associati ad una colonscopia una-tantum, anche se questa ipotesi necessita di ulteriori studi.

Al momento, comunque, la priorità per la salute pubblica consiste nell’incrementare la diffusione dello screening dei tumori colorettali in generale, allo scopo di ridurre il carico della malattia ed eliminare le disparità nella popolazione.

Fonte:Ann Intern Med 2018


ONCO-1273663-0000-MLT-PS-10/2020

 
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