cookies
 
Imagen News

Dialisi: chiusura fistola dopo trapianto arresta rimodellamento cardiaco

06-12-2018
Popular Science
 
 
Nei pazienti stabili nefrotrapiantati con successo, la chisura della fistola arterovenosa che è stata utilizzata per la dialisi determina una riduzione del rimodellamento cardiaco negativo nei mesi successivi, come evidenziato da uno studio effettuato su 63 pazienti da Michael Stokes dell’Università di Adelaide.

Questo risultato ha significative implicazioni per la gestione del rischio cardiovascolare a seguito del trapianto di rene, dato che un singolo intervento, praticato in un contesto di day-hospital, dimostra il potenziale di apportare significativi benefici cardiovascolari.

I ricercatori propongono che la chiusura della fistola venga presa in considerazione in tutti i soggetti nefrotrapiantati con successo a seguito di un congruo periodo di stabilità clinica, anche se i dati raccolti andranno confermati in uno studio randomizzato più ampio che sia adeguatamente strutturato per valutare esiti clinici, compresi gli effetti a lungo termine su pressione ed eGFR.

E’ stato ripetutamente dimostrato che la massa cardiovascolare sinistra predice morbidità e mortalità non soltanto nei pazienti con patologie renali, ma anche nella popolazione generale. Quasi tutti i pazienti in emodialisi sono portatori di una fistola arterovenosa, che può incrementare l’output cardiaco del 10.20% e portare a rimodellamento cardiaco, ma per quanto la sua chiusura porti a notevoli benefici, alcuni pazienti nefrotrapiantati potrebbero preferire mantenerla pervia come misura di sicurezza, in caso fosse nuovamente necessaria la dialisi, oppure questo potrebbe essere il risultato di una scelta del medico, in conseguenza della constatazione del fatto che il trapianto non funziona come dovrebbe. 

Fonte: American Heart Association (AHA) Scientific Sessions 2018
 
Per visualizzare tutte le notizie di MSD Salute, accedi con le tue credenziali o registrati gratuitamente.