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Nefropatie acute non dovrebbero precludere donazione di rene

06-12-2018
Popular Science
 
 
L’uso di reni provenienti da donatori deceduti con nefropatie acute appare sicuro se esaminato nell’ambito di un monitoraggio pluriennale, e potrebbe rendere disponibili molti altri organi per il trapianto.

Secondo Isaac Hall dell’università dello Utah, autore di uno studio che ha preso in esame 1.679 possibili donatori di rene, la decisione di accettare l’offerta di un rene da un donatore deceduto è complessa, e potrebbe dipendere da molteplici fattori correlati al donatore, al rene ed al ricevente nonchè a diverse considerazioni logistiche.

Quanto riscontrato indica che l’attuale pratica di fare uso di reni provenienti da donatori con nefropatie acute non influenza negativamente gli esiti post-trapianto oltre il primo anno.

Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per determinare gli esiti a carico dei riceventi di reni derivanti da donatori con le forme più gravi di nefropatia acuta.

Attualmente, comunque, l’uso di questi organi non è associato ad alcuna riduzione della sopravvivenza del trapianto, e la presenza di nefropatie acute nel donatore non sembra interagire negativamente con altri fattori di rischio.

Nell’arco di 3 anni, inoltre, non è stato riscontrato alcun effetto delle nefropatie acute nel donatore su esiti quali insufficienza del trapianto o eGFR inadeguato in alcun sottogruppo di pazienti. 

Fonte: Kidney Int online 2018
 
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