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BPCO e ventilazione non invasiva fuori terapia intensiva

11-02-2019
Popular Science
 
 
E’ stato condotto uno studio allo scopo di accertare se i pazienti con BPCO possano ricevere in sicurezza la ventilazione non invasiva al di fuori del contesto della terapia intensiva.
Sono stati presi in considerazione 5.081 ricoveri in 424 ospedali, e l’impiego della terapia intensiva variava dal 5% al 98%.

La mortalità ospedaliera complessiva media è stata del 2,62%. L’uso della terapia intensiva non è risultato significativamente associato alla mortalità ospedaliera o alla durata della degenza, il che è stato confermato mediante correlazione di Spearman, ma un minore impiego della terapia intensiva è risultato associato a minori tassi di posizionamento di monitor invasivi sia tramite regressione lineare che tramite correlazione di Speraman.

Un minore utilizzo della terapia intensiva è risultato inoltre correlato anche ad una riduzione dei costi. Sussiste dunque un’ampia variabilità nel tasso di impiego della terapia intensiva per la ventilazione non invasiva fra i vari ospedali.

I pazienti con BPCO che ricevono la ventilazione non invasiva vanno incontro ad uno stesso tasso di mortalità lungo l’intero spettro dell’impiego della terapia intensiva, ma il trattamento in ospedali che ne fanno meno uso è correlato ad una minore probabilità di ricorso a monitoraggi invasivi ed ad una riduzione dei costi.

Per quanto i risultati dello studio suggeriscano che la ventilazione non invasiva possa essere somministrata in sicurezza anche al di fuori della terapia intensiva, è opportuno effettuare valutazioni del rischio specifiche per ciascun ospedale nel caso in cui si prenda in considerazione un eventuale cambiamento della politica di impiego della terapia intensiva stessa. 

Fonte: Crit Care Med online 2
 
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