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Reflusso ed obesità: efficacia di tre tecniche chirurgiche

15-02-2019
Popular Science
 
 
Alcuni dati epidemiologici hanno dimostrato che l’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo del reflusso gastroesofageo. In presenza di un BMI superiore a 30 la percentuale di soggetti con sintomi da reflusso arriva anche al 50%.

Per quanto la questione sia ancora controversa in letteratura, diversi studi hanno associato la gastrectomia a manicotto ad un incremento della prevalenza del reflusso. 

E’ stato presentato un caso in cui la gastrectomia a manicotto è stata accompagnata da cardioplicatio e bipartizione del transito per il trattamento dell’obesità associata a reflusso grave.

Il paziente presentava obesità prevalentemente centrale con diverse comorbidità associate fra cui ipertensione, dislipidemia, grave insulino-resistenza ed apnea ostruttiva nel sonno.

A seguito dell’intervento egli è andato incontro ad una perdita di peso soddisfacente, ottenendo un BMI pari a 26 e la remissione di tutte le comorbidità oltre che dei sintomi di reflusso.

Dopo un monitoraggio di 2,5 anni il paziente non presenta alcun nuovo aumento di peso ne’ recidive dei sintomi da reflusso. L’intervento proposto dunque rappresenta un’alternativa chirurgica che porta sia a perdita di peso che a remissione del reflusso.

Si tratta di un intervento estremamente efficace sulla sindrome metabolica ed inoltre esso è in grado di risolvere reflusso ed obesità in modo semplice, evitando restrizioni meccaniche ed il significativo malassorbimento associato alle esclusioni segmentali. 

Fonte: Obes Surg online 201
 
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