cookies
 
Imagen News

Nuovi interventi dopo il fallimento della chirurgia antireflusso

15-02-2019
Popular Science
 
 
La chirurgia per il reflusso gastroesofageo refrattario porta ad esiti soddisfacenti nella maggior parte dei pazienti, ma in alcuni casi si rendono necessari ulteriori interventi, ed è stato suggerito che sia gli esiti che la morbidità associati a questi interventi siano meno favorevoli rispetto a quelli dell’intervento primario.

E'stato dunque condotto uno studio atto a descrivere le esperienze relative a risultati a lungo termine e complicazioni di questi secondi interventi su un campione retrospettivo di 56 pazienti.

Le principali indicazioni per il secondo intervento sono state grandi ernie iatali sintomatiche recidivanti e disfagia.

E'stato scelto un approccio a cielo aperto nel 64.5% dei pazienti, con un tasso di complicazioni intra-operatorie e post-operatorie rispettivamente del 18% e del 14,3% ed una mortalità dell’1,8%.

L’esito sintomatico è risultato positivo nel 71,4% dei casi. I pazienti operati per disfagia o grandi ernie iatali sono andati incontro ad un tasso di fallimento significativamente più elevato, mentre il tasso di complicazioni era significativamente inferiore nei pazienti trattati laparoscopicamente.

Non sono state riscontrate differenze significative fra chirurghi esperti e meno esperti. L’approccio laparoscopico si è diffuso sino all’83,3% dei casi negli ultimi 5 anni. Gli esiti sintomatici a seguito degli interventi secondari sono stati dunque effettivamente meno soddisfacenti rispetto a quelli dell’intervento primario, e l’impiego di un approccio minimamente invasivo ha ridotto il tasso di complicazioni. 

Fonte: Am Surg. 2018
 
Per visualizzare tutte le notizie di MSD Salute, accedi con le tue credenziali o registrati gratuitamente.