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Hypertension

02-08-2019

Rischio cardiovascolare: contributo di pressione diastolica e sistolica

Sia l’ipertensione diastolica che quella sistolica sono significativi fattori contribuenti al rischio cardiovascolare, a prescindere dalla soglia impiegata per la definizione di ipertensione.

Per lungo tempo è persistita la controversia sul possibile ruolo contribuente di pressione sistolica, diastolica o di entrambe, ma una recente analisi condotta su più di 1,3 milioni di persone, ha dimostrato in modo convincente che entrambe sono importanti, e che nei soggetti altrimenti sani, la pressione dovrebbe essere mantenuta più bassa possibile, come affermato dall’autore Deepak Bhatt del Brigham and Women’s Hospital di Boston.

I dati dello studio supportano i risultati dello studio SPRINT, e sono in linea con le ultime raccomandazioni delle linee guida AHA/ACC. Secondo quanto riscontrato, l’ipertensione sistolica ha un effetto maggiore nei soggetti con pressione diastolica bassa, ma ciò potrebbe avere una maggiore importanza nei pazienti con coronaropatie attive o in quelli con patologie che implicano anomalie microcircolatorie d’organo terminali.

Il presente studio, d’altro canto, è stato condotto su pazienti relativamente sani, ed altre indagini in pazienti coronaropatici hanno suggerito che una pressione diastolica inferiore a 70 mmHg potrebbe essere associata ad esiti cardiovascolari negativi.

La gestione della pressione rimane comunque un argomento molto complesso, e potrebbe darsi che nei soggetti anziani con arteriosclerosi una pressione sistolica elevata ed una pressione sistolica bassa determinino un incremento del rischio per via della rigidità delle arterie, oppure per via della pressione differenziale marcata, o anche per via del fatto che la pressione sistolica elevata è difficile da trattare senza causare effetti collaterali, specialmente a carico della pressione diastolica.

In definitiva, la maggior parte del rischio osservato nei pazienti con elevata pressione differenziale si deve alla pressione sistolica elevata, e lo studio SPRINT aveva suggerito che la protezione ottenuta con bassi valori di pressione sistolica permaneva anche quando la pressione diastolica era bassa.

Fonte: N Engl J Med online 2019

IT-NON-00772-W-08/2021
 

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