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09-10-2019

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IBD: evitare le eccessive esposizioni alle radiazioni ionizzanti

(Reuters Health )– I pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD), e in particolare quelli con Malattia di Crohn, sono a rischio di elevata esposizione alle radiazioni ionizzanti dalla tomografia computerizzata addominale. È quanto rivela uno studio osservazionale condotto in Canada.

Lo studio
Nguyen e colleghi hanno esaminato le informazioni sull'imaging diagnostico addominale nei pazienti con IBD fornite dai database amministrativi sanitari in Ontario tra il 1994 e il 2016.

Come riportato su Inflammatory Bowel Diseases, durante il periodo di studio si sono verificati 72.933 casi di IBD incidente (34.448 Malattia di Crohn e 38.485 Colite Ulcerosa).

I casi sono stati abbinati per età e sesso ai controlli. Complessivamente, l'età media alla diagnosi è stata di circa 39 anni e circa la metà delle persone considerate era di sesso femminile.

Durante i primi cinque anni dopo la diagnosi, i pazienti con IBD sono stati esposti a dosi quasi sei volte più elevate di radiazioni ionizzanti cumulative attribuibili all'imaging addominale rispetto ai controlli non IBD (18,6 mSv vs 2,9 mSv).

L'esposizione cumulativa alle radiazioni ionizzanti è risultata più elevata nella Malattia di Crohn rispetto alla Colite Ulcerosa (26,0 mSv rispetto a 12,0 mSv); i pazienti avevano una probabilità doppia, superiore a 50 mSv (15,6% contro 6,2%) e 100 mSV (5,0% contro 2,1%).

L'esposizione alle radiazioni ionizzanti variava in base alla regione geografica e quelle con redditi più bassi avevano maggiori probabilità di avere un'esposizione elevata.

La risonanza magnetica addominale ha raggiunto il picco tra il 2007 e il 2012, con un aumento annuo del 34% e ha coinciso con un declino annuale del 2% nell'uso della Tc addominale. 

Le osservazioni
"L'utilizzo della risonanza magnetica addominale nell'IBD è cresciuto fortemente nell'ultimo decennio e ha probabilmente contribuito a un declino dell'uso delle scansioni Tc. Tuttavia, queste tendenze in aumento potrebbero non essere sostenibili dato il rallentamento del tasso di crescita verso la fine del periodo di studio”, osservano gli autori. "Come clinici dobbiamo valutare i tempi di attesa spesso lunghi per la risonanza magnetica rispetto alla quantità relativamente piccola di esposizione alle radiazioni ionizzanti da tomografia a basso dosaggio. Abbiamo anche una crescente esperienza con l'uso degli ultrasuoni per visualizzare parti dell'intestino tenue che sono frequentemente colpite dalla Malattia di Crohn”.

"Di conseguenza – concludono gli autori -  le iniziative educative delle organizzazioni dei medici non dovrebbero rivolgersi solo a chi si occupa di IBD, ma anche ai medici di emergenza, che effettuano gli esami di diagnostica per immagini in pronto soccorso”.

Fonte: Inflamm Bowel Dis 2019

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