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29-11-2019

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Angina vasospastica e spasmo coronarico epicardico

Nei pazienti con angina e coronaropatie non ostruttive, la coesistenza di spasmo coronarico epicardico ed incremento della resistenza microvascolare (MR) è associata ad una prognosi peggiore. 

Lo suggerisce uno studio condotto su 184 pazienti da Hiroaki Shimohawa della Tohoku University Graduate School of Medicine di Sendai, secondo cui circa la metà dei pazienti sottoposti ad angiografia coronarica diagnostica per angina non presenta alcuna ostruzione significativa delle arterie coronariche, il che suggerisce il coinvolgimento di anomalie funzionali.

Secondo alcuni esperti queste anomalie sono molto comuni nei pazienti con angina, compresi quelli con coronaropatie ostruttive. Sussiste una sostanziale sovrapposiione fra i pazienti con angina vasospastica coronarica (un problema macrocircolatorio) e disfunzioni microvascolari coronariche. Infatti i pazienti con angina vasospastica che nel presente studio hanno presentato il maggior livello di rischio erano di fatto quelli con disfunzioni microvascolari.

Il principale reperto dello studio consiste proprio nel fatto che fra i pazienti con angina vasospastica quelli con la maggiore IMR erano anche quelli a maggior rischio di eventi cardiovascolari. Di contro, i pazienti con angina vasospastica ed IMR normale hanno dimostrato un livello di rischio pressoché nullo, simile a quello dei pazienti non affetti da angina vasospastica. 

Fonte: J Am Coll Cardiol online 2019

IT-NON-01307-W-12/2021

 

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