cookies

07-01-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Epilessia: chirurgia nell’infanzia connessa a migliori esiti lavorativi

Sottoporsi ad un intervento chirurgico per l’epilessia durante l’infanzia è associato a maggiori tassi d’impiego rispetto al sottoporvisi in età adulta, specialmente nei soggetti il cui QI è nel range di normalità e che rimangono liberi da attacchi tonico-clonici.

Lo suggerisce uno studio osservazionale condotto su 203 pazienti da Jasper Reinholdson dell’università di Goteborg il cui precedente studio condotto su pazienti operati in età adulta, ha riscontrato che non tutti i pazienti liberi da attacchi epilettici riescono a tornare sul posto di lavoro dopo l’intervento, e che un’età più giovanile predice migliori esiti lavorativi.

Potrebbe sussistere una riluttanza da parte dei medici ad indirizzare i pazienti ad un intervento chirurgico per l’epilessia, e potrebbe sussistere anche una corrispondente esitazione in bambini e genitori ad optare in ultima analisi per una procedura chirurgica.

I ricercatori pertanto presumono che il presente studio risulti utile per consigliare pazienti e genitori. I medici dovrebbero prendere in considerazione precocemente l’indirizzamento alla valutazione prechirurgica dei bambini con epilessia farmaco-resistente.

Alcuni temono che l’intervento possa influenzare lo sviluppo intellettivo, ma la maggior parte degli specialisti dell’epilessia conviene sul fatto che ridurre il carico degli attacchi o curare del tutto l’epilessia sia l’opzione migliore per un bambino.

Esistono diversi tipi di intervento resettivi e non resettivi che possono adattarsi alla situazione di ciascun paziente. E' possibile che prima venga raggiunta la libertà dagli attacchi epilettici, maggiore sia la possibilità di sviluppo futuro del paziente.

La chirurgia comunque è un passo importante per pazienti, famiglie e personale assistenziale, nonché per i medici curanti. Essa però offre una potenziale cura per l’epilessia ed i dati sull’impiego lavorativo sosterranno la causa della chirurgia contrastando anche le paure riguardanti la capacità funzionale dopo l’intervento.

Questi interventi comunque non sono scevri da rischi e pertanto, questa decisione dovrebbe essere presa di concerto con uno specialista ed in un centro d’eccellenza. Fra gli altri vantaggi dell’intervento, in ogni caso, figurano anche miglioramento dell’umore, maggiore volontà di ricercare ed intraprendere interazioni sociali e sostanziali riduzioni della cosiddetta morte improvvisa in epilessia (SUDEP).

Tutti questi miglioramenti interagiscono fra loro nel creare in definitiva un individuo più sano e felice. 

Fonte: Neurology online 2019, pubblicato il 3/12 

 

Le ultime notizie

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Danni renali critici: dialisi precoce non migliora gli esiti

I pazienti critici con gravi nefropatie acute sottoposti a dialisi appena possibile dopo il riscontro dei criteri di candidatura non vanno incontro ad alcuna riduzione del rischio di mortalità a 90 giorni rispetto ai pazienti in cui la dialisi è scoraggiata, come emerge dallo studio STARRT-AKI, che ha coinvolto 168 ospedali di 15 nazioni.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Differenze fra creatinina e cistatina C nell’eGFR

La differenza nella funzionalità renale definita in base alla creatinina o alla cistatina C potrebbe essere usata per predire la fragilità ed altri esiti negativi negli anziani. E' quanto emerge da un’indagine condotta su più di 9000 soggetti ipertesi.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Nefropatie croniche, BMD e fattori di rischio modificabili

Nei pazienti con nefropatie croniche non in dialisi alcuni fattori di rischio modificabili, fra cui l’attività fisica ed un elevato rapporto sodio/potassio nella dieta, sono associati ad esiti renali negativi. Lo suggerisce un’analisi dei dati dello studio KNOW/CKD, condotta dalll’Università Sungkyunkwan di Seoul, secondo cui anche la BMD è associata ad un incremento delle nefropatie terminali incidenti.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Cuffia dei rotatori: reflusso influenza rigidità articolare

Uno studio retrospettivo ha messo in evidenza come la rigidità articolare successiva all'intervento a carico della cuffia dei rotatori sia significativamente associato a reflusso gastoesofageo.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Tasso infettivo molto elevato nelle laparoscopie ginecologiche

Uno studio israeliano, condotto su 661 pazienti sottoposte a laparoscopia ginecologica, ha riscontrato un tasso di infezione del sito chirurgico pari a un intervento su sei.

By Popular Science