cookies

13-02-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Baby boomers alla guida: ecco i rischi

(Reuters Health) – Nonostante passino poco tempo al volante, alcuni autisti della generazione dei baby boomers, con problemi di salute cronici, corrono un rischio aumentato di incidenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato da Prejury Prevention.

"Sappiamo che le capacità di guida sono influenzate dal processo di invecchiamento – dice Junaid Bhatti, uno scienziato di Toronto specializzato nella ricerca sulla prevenzione degli infortuni, non coinvolto nello studio – Condizioni croniche specifiche potrebbero accelerare la manifestazione delle difficoltà di guida, specialmente in circostanze difficili, ad esempio traffico, buio o pioggia intensa".

Queste condizioni includono problemi di udito, disturbi articolari e muscolari e depressione, ansia e stress, secondo quanto hanno scoperto gli autori dello studio.

“Sono risultati importanti perché il numero di guidatori anziani sulle strade è aumentato e si prevede che continuerà a crescere, poiché i baby boomer invecchiano e vivono più a lungo di quanto non facessero le persone una generazione fa”, hanno osservato i ricercatori su Injury Prevention.

Di contro, i ricercatori hanno anche scoperto che diverse condizioni potenzialmente rischiose che hanno portato i più anziani a ridurre le distanze percorse o i tempi passati al volante – come malattie cardiache, infarto, ictus e glaucoma – in realtà non sembravano rendere gli incidenti più probabili.

Lo studio
Il team ha esaminato i dati relativi 12.460 conducenti per vedere chi ha avesse avuto incidenti, quali fossero i problemi di salute comuni e se avessero interrotto la guida o  smesso di guidare del tutto per motivi medici. I conducenti avevano un'età compresa tra i 55 e i 70 anni all'inizio dello studio. I ricercatori li hanno seguiti dal 2007 al 2014.

Durante questo periodo, la percentuale di autisti che ha segnalato almeno un incidente nell'anno precedente è passata dal 2,8% al 3,2%. I problemi di salute più comuni erano dolore alla schiena e al collo, che affliggevano circa un terzo dei partecipanti, seguiti da disturbi articolari e muscolari (per il 31% delle persone), pressione alta (20%), disturbi dell'udito (19%) e difficoltà del sonno (11%). 

Alcune condizioni mediche sono diventate più comuni durante il periodo di studio, tra cui la Malattia di Parkinson, la cataratta, il diabete, il glaucoma, la gotta, l’ictus, l’ipertensione e la compromissione dell'udito. 

Lo studio ha riscontrato che le persone con problemi di udito hanno avuto il 19% di probabilità in più di subire un incidente rispetto a chi non aveva questo problema. L'aumento del rischio di incidente associato a disturbi articolari e muscolari è stato del 17%, mentre il rischio associato a depressione, ansia o stress è stato del 23%.


Fonte: Prejury Prevention

 

Le ultime notizie

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Danni renali critici: dialisi precoce non migliora gli esiti

I pazienti critici con gravi nefropatie acute sottoposti a dialisi appena possibile dopo il riscontro dei criteri di candidatura non vanno incontro ad alcuna riduzione del rischio di mortalità a 90 giorni rispetto ai pazienti in cui la dialisi è scoraggiata, come emerge dallo studio STARRT-AKI, che ha coinvolto 168 ospedali di 15 nazioni.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Differenze fra creatinina e cistatina C nell’eGFR

La differenza nella funzionalità renale definita in base alla creatinina o alla cistatina C potrebbe essere usata per predire la fragilità ed altri esiti negativi negli anziani. E' quanto emerge da un’indagine condotta su più di 9000 soggetti ipertesi.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Nefropatie croniche, BMD e fattori di rischio modificabili

Nei pazienti con nefropatie croniche non in dialisi alcuni fattori di rischio modificabili, fra cui l’attività fisica ed un elevato rapporto sodio/potassio nella dieta, sono associati ad esiti renali negativi. Lo suggerisce un’analisi dei dati dello studio KNOW/CKD, condotta dalll’Università Sungkyunkwan di Seoul, secondo cui anche la BMD è associata ad un incremento delle nefropatie terminali incidenti.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Cuffia dei rotatori: reflusso influenza rigidità articolare

Uno studio retrospettivo ha messo in evidenza come la rigidità articolare successiva all'intervento a carico della cuffia dei rotatori sia significativamente associato a reflusso gastoesofageo.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Tasso infettivo molto elevato nelle laparoscopie ginecologiche

Uno studio israeliano, condotto su 661 pazienti sottoposte a laparoscopia ginecologica, ha riscontrato un tasso di infezione del sito chirurgico pari a un intervento su sei.

By Popular Science