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14-02-2020

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Declino cognitivo da invecchiamento: scarsa protezione dalle noci

Le noci sembrano offrire una scarsa protezione dal declino cognitivo da invecchiamento, come emerge da uno studio condotto sulla popolazione della California e di Barcellona.

Per quanto non siano emerse differenze statisticamente significative fra coloro che hanno consumato noci per 2 anni e soggetti di controllo, è stata comunque riscontrata una tendenza protettiva nei soggetti ad alto rischio, ossia coloro che nella dieta assumevano pochi acidi grassi omega-2, i fumatori ed i soggetti con bassi punteggi cognitivi di base, come affermato dall’autore Joan Sabate della Loma Linda University californiana.

Il presente studio era l’estensione di un’indagine precedente che ha dimostrato che consumare noci ha un effetto benefico sui livelli sierici di lipidi e sulla pressione, sulle coronaropatie e sulle patologie cardiovascolari.

Dato che la demenza è un problema prevalente, e che in particolare la demenza vascolare ha alcuni meccanismi e fattori di rischio in comune con le cardiopatie, è stato studiato il collegamento fra noci e prevenzione del declino cognitivo da invecchiamento.

Al di là della loro composizione in acidi grassi, le noci rappresentano l’unico frutto a guscio che contiene acido alfa-linoleico, un acido grasso omega-3, e contengono anche polifenoli ed antiossidanti: si presumeva quindi che alcune componenti di questa matrice nutrizionale potesse ridurre il tasso di declino cognitivo da invecchiamento. 

Fonte: Am J Clin Nutr online 2020


IT-NON-01629-W-02/2022

 

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