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28-05-2020

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T. polmone: stop al fumo 2 anni prima della diagnosi allunga la vita

Smettere di fumare prima di una diagnosi di tumore polmonare è associato a un beneficio in termini di sopravvivenza, anche se la cessazione del fumo è stata recente.

In particolare è stata individuata una soglia di 2 anni di anticipo, che potrebbe essere sfruttata dai medici per individuare un momento in cui il paziente è maggiormente ricettivo nei confronti dei messaggi che invitano a smettere di fumare, come affermato da Aline Fares del Princess Margaret Cancer Center di Toronto, autrice di uno studio condotto su 35.481 pazienti.

Si tratta di dati importanti da condividere con i fumatori all’atto dello screening dei tumori polmonari.

I dati dimostrano che smettere di fumare può fare la differenza, e che l’impatto è maggiore quanto prima si smette prima della diagnosi.

I risultati negativi dello screening talvolta conferiscono al paziente l’impressione di essere fra i pochi fortunati che non si ammalano di tumore al polmone e non devono smettere di fumare, ma oggi, nel contesto del processo decisionale condiviso, è possibile fornire al paziente numeri specifici prima dell’esame che dimostrano che smettere di fumare prima possibile è meglio a prescindere dai risultati della scansione.

Dopo una vita di fumo, i pazienti spesso pensano che sia troppo tardi per smettere, e che il danno sia stato già fatto. 

Fonte: ASCO 2020

IT-NON-02325-W-05/2022

 

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