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02-07-2020

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Nuove definizioni di ipertensione rivelano nuovi rischi di preeclampsia

Con le linee guida del 2017, ACC ed AHA hanno modificato le definizioni di ipertensione negli adulti. Usando la nuova definizione di ipertensione, le donne in gravidanza con rialzi anche modesti della pressione presentano un incremento del rischio di preeclampsia.

I soggetti precedentemente categorizzati come preipertensivi adesso sono classificati come ipertesi, e per quanto l’ipertensione definita con i vecchi criteri sia stata da lungo tempo associata ad effetti negativi materni e fetali, non era sinora chiaro se rialzi minori della pressione fossero connessi alle stesse conseguenze.

Gli ultimi dati derivano da un’indagine retrospettiva condotta su 18.162 donne da Elizabeth Sutton dell’università di Pittsburgh, e sottolineano l’importanza dei rialzi pressori nelle prime fasi della gravidanza, che potrebbero riflettere lo stato pressorio antecedente alla gravidanza.

I dati suggeriscono che le nuove linee guida possano identificare le donne nelle prime fasi della gravidanza che potrebbero trarre beneficio da un incremento della sorveglianza.

Per quanto siano necessari studi randomizzati per identificare le migliori strategie preventive e gestionali per questo gruppo di pazienti, alcuni medici potrebbero prendere in considerazione l’aspirina a basse dosi per  le donne con pressione elevata o ipertensione allo stadio I, un intervento dalla comprovata capacità di ridurre in sicurezza il rischio di preeclampsia nelle donne con ipertensione allo stadio 2.

Come affermato da alcuni esperti, lo studio amplia questo campo applicando le nuove categorie di rischio alle patologie ipertensive della gravidanza, che non sono ben studiate a confronto degli stati ipertensivi non gravidici.

Andrebbe anche considerata la gestione della pressione dopo la gravidanza alla luce di quanto riscontrato. Metà delle donne con preeclampsia sviluppa ipertensione cronica dopo il parto, il che incrementa il rischio di esiti cardiovascolari negativi nelle fasi successive della vita, ma dato che la maggior parte di queste pazienti è giovane è altrimenti sana, esse spesso sfuggono al monitoraggio. 

Fonte: Obstet Gynecol 2020

IT-NON-02526-W-07/2022

 

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