cookies

02-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Diabete tipo 2 e insufficienza cardiaca

I pazienti con diabete di tipo 2 incidente che sviluppano anche insufficienza cardiaca vanno incontro ad un rischio di mortalità drammaticamente elevato, maggiore rispetto al rischio incrementale derivante da qualunque altra comorbidità cardiovascolare o renale che possa intervenire dopo l’insorgenza del diabete.

E' quanto emerge da un’analisi condotto su oltre 150.000 pazienti danesi. Lo studio non riporta soltanto il rischio assoluto nell’arco di 5 anni, ma prende in considerazione anche il momento in cui un paziente sviluppa una comorbidità.

Secondo l’autrice Bochra Zareini, dell’ospedale universitario Gentofte di Copenhagen, lo studio implica la necessità di creare consapevolezza ed evidenzia l’importanza del rilevamento precoce dello sviluppo dell’insufficienza cardiaca nel contesto del diabete di tipo 2.

I risultati dimostrano anche che l’insufficienza cardiaca è una patologia cardiovascolare comune nei pazienti con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi.

La combinazione più letale di due comorbidità è stata osservata quando l’insufficienza cardiaca compare insieme ad una nefropatia cronica o ad arteriopatie periferiche. Ciascuna di queste combinazioni aumenta il rischio di mortalità del 300-400% se interviene entro il primo anno dalla diagnosi di diabete.

Questi dati derivano da un gruppo di pazienti molto ampio e non selezionato, il che li rende altamente generalizzabili in termini di valutazione delle conseguenze prognostiche dell’insufficienza cardiaca. 

Fonte: Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2020

IT-NON-02527-W-07/2022

 

Le ultime notizie

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Danni renali critici: dialisi precoce non migliora gli esiti

I pazienti critici con gravi nefropatie acute sottoposti a dialisi appena possibile dopo il riscontro dei criteri di candidatura non vanno incontro ad alcuna riduzione del rischio di mortalità a 90 giorni rispetto ai pazienti in cui la dialisi è scoraggiata, come emerge dallo studio STARRT-AKI, che ha coinvolto 168 ospedali di 15 nazioni.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Differenze fra creatinina e cistatina C nell’eGFR

La differenza nella funzionalità renale definita in base alla creatinina o alla cistatina C potrebbe essere usata per predire la fragilità ed altri esiti negativi negli anziani. E' quanto emerge da un’indagine condotta su più di 9000 soggetti ipertesi.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Nefropatie croniche, BMD e fattori di rischio modificabili

Nei pazienti con nefropatie croniche non in dialisi alcuni fattori di rischio modificabili, fra cui l’attività fisica ed un elevato rapporto sodio/potassio nella dieta, sono associati ad esiti renali negativi. Lo suggerisce un’analisi dei dati dello studio KNOW/CKD, condotta dalll’Università Sungkyunkwan di Seoul, secondo cui anche la BMD è associata ad un incremento delle nefropatie terminali incidenti.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Cuffia dei rotatori: reflusso influenza rigidità articolare

Uno studio retrospettivo ha messo in evidenza come la rigidità articolare successiva all'intervento a carico della cuffia dei rotatori sia significativamente associato a reflusso gastoesofageo.

By Popular Science

31-07-2020

TEMPO DI LETTURA 1 MIN

Tasso infettivo molto elevato nelle laparoscopie ginecologiche

Uno studio israeliano, condotto su 661 pazienti sottoposte a laparoscopia ginecologica, ha riscontrato un tasso di infezione del sito chirurgico pari a un intervento su sei.

By Popular Science