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31-07-2020

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Differenze fra creatinina e cistatina C nell’eGFR

La differenza nella funzionalità renale definita in base alla creatinina o alla cistatina C potrebbe essere usata per predire la fragilità ed altri esiti negativi negli anziani, come emerge da un’indagine condotta su più di 9000 soggetti ipertesi.

La funzionalità renale normale viene tipicamente stimata in termini di eGFR superiore a 90 ml/min, e le nefropatie croniche vengono diagnosticate quando l’eGFR ricade costantemente al di sotto dei 60 ml/min, ma si osservano comunemente pazienti in cui l’eGFR presenta anche differenze di 15 ml/min se misurata in vase alla creatinina o alla cistatina C, come affermato dall’autrice Alison Potok dell’università della California: il presente studio dimostra che questa differenza porta con sé informazioni prognostiche.

Un valore negativo, ottenuto quando l’eGFR basata sulla cistatina C è inferiore rispetto a quella basata sulla creatinina, è associato ad un maggiori rischio di fragilità, patologie cardiovascolari e mortalità a prescindere dal livello della funzionalità renale. Piuttosto che usare un’equazione combinata per determinare l’eGFR, che maschererebbe questa informazione, i medici dovrebbero riconoscere la differenza e farne uso come strumento clinico. Una differenza positiva infatti è fortemente associata ad una riduzione del rischio di esiti negativi longitudinali e mortalità, anche tenendo conto dello stadio della nefropatia cronica e dello stato di fragilità. Il prossimo passo consisterà nel comprendere cosa determina questa differenza, e se essa rispecchia qualche aspetto della funzionalità renale o se dipende da altri fattori determinanti.

Come affermato da alcuni esperti, le stime della GFR si avvicinano alla reale GFR misurata strumentalmente, ma non sono necessariamente identiche, a prescindere dal fatto che la stima si basi sulla creatinina o sulla cistatina C: i medici dovrebbero comunque riconoscere gli stati di fragilità e sapere come gestirli, il che non è facile, e bisognerà vedere se i dati del presente studio porteranno realmente il medico a cambiare il proprio metodo in modo da prevedere e gestire la fragilità. 

Fonte: Am J Kidney Dis online 2020

IT-NON-02740-W-07/2022

 

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